Zelensky scuote l’Europa: «Sugli asset ha vinto Putin, basta immobilismo»

Davos 2026. Il presidente ucraino accusa l’Unione di inerzia strategica

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Al Forum di Davos 2026 Volodymyr Zelensky denuncia lo stallo europeo su difesa e beni russi congelati, mentre Donald Trump rilancia un’iniziativa di pace ancora incerta. Berlino alza i toni con Friedrich Merz

Nel gelo di Davos, davanti alla platea del World Economic Forum, Volodymyr Volodymyr Zelensky pronuncia uno dei discorsi più duri dall’inizio della guerra. «Sugli asset ha vinto Vladimir Putin», afferma, riferendosi allo stallo sull’uso dei fondi russi congelati in Europa. «Ci sembra di vivere nel giorno della marmotta: non cambia mai nulla». L’accusa è diretta: l’Europa discute, ma non decide.

Difesa, droni e cieli da proteggere

Zelensky rivendica lo sforzo bellico ucraino, dalla produzione quotidiana di droni agli intercettori, ma avverte che non basta senza un salto di qualità nelle difese aeree. «Non dimenticate i Patriot», dice ricordando l’incontro con Donald Trump. Sul fronte militare sottolinea le perdite russe, stimate in 35 mila uomini al mese, e un esercito che per la prima volta «ha smesso di crescere».

L’Europa e la sindrome dell’attesa

Il leader di Kiev insiste sulla responsabilità europea. «L’Europa aspetta sempre che la NATO la difenda», accusa, evocando Groenlandia, Bielorussia e Iran come segnali di una credibilità a rischio. La richiesta è politica prima che militare: agire ora, non rimandare a un futuro postbellico.

Diplomazia in movimento, accordi ancora vaghi

Sul tavolo resta l’iniziativa americana. Trump si dice soddisfatto del confronto con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, e a Davos viene firmato lo statuto del nuovo “Board of Peace”, organismo promosso dalla Casa Bianca. Ma i contorni dell’accordo restano indefiniti. Zelensky annuncia un imminente trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina negli Emirati Arabi Uniti, mentre fonti diplomatiche parlano anche di una possibile rinegoziazione del trattato del 1951 tra Danimarca e Washington. Dal palco arriva anche la voce tedesca. Il cancelliere Friedrich Merz avverte che «se l’America continua a minacciare, l’Europa resisterà», segnando una linea di fermezza inedita. Un messaggio che si intreccia con l’appello di Kiev: senza unità e decisione, l’Europa rischia di restare spettatrice.