La firma a Nuova Delhi. Dopo oltre vent’anni di trattative, Unione europea e India hanno firmato a Nuova Delhi l’accordo sugli scambi commerciali. Un’intesa definita storica da entrambe le parti, che apre una nuova fase nei rapporti economici tra Bruxelles e New Delhi e ridisegna gli equilibri commerciali tra Europa e Asia.
L’annuncio della Commissione
A suggellare l’intesa è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha parlato apertamente di una svolta epocale. «Abbiamo fatto la storia», ha dichiarato al termine della firma, sottolineando il valore politico oltre che economico dell’accordo raggiunto dopo un negoziato lungo e complesso.
Un negoziato durato due decenni
I colloqui tra Unione europea e India erano iniziati oltre vent’anni fa, attraversando fasi alterne e lunghi periodi di stallo. Questioni legate a dazi, standard ambientali, tutela del lavoro e accesso ai mercati avevano più volte rallentato il percorso verso l’intesa.
La spinta dei dazi americani
La svolta decisiva è arrivata negli ultimi mesi, quando i negoziati hanno subito una forte accelerazione. A pesare è stato il nuovo contesto internazionale, segnato dai dazi imposti dagli Stati Uniti all’India. Le misure adottate da Washington nei confronti del governo guidato da Narendra Modi hanno spinto New Delhi a rafforzare le relazioni commerciali con l’Europa, trovando a Bruxelles un interlocutore pronto a chiudere l’accordo.
Un’intesa strategica
L’accordo Ue-India viene letto come un tassello strategico nella competizione globale tra grandi blocchi economici. Per l’Europa significa diversificare i partner commerciali e ridurre la dipendenza da altri mercati, mentre per l’India rappresenta un canale privilegiato verso uno dei principali bacini di consumo al mondo.
I prossimi passi
Ora l’intesa dovrà essere tradotta nei testi definitivi e avviata verso il percorso di ratifica previsto dagli ordinamenti europei e indiani. Ma la firma di Nuova Delhi segna già un passaggio politico rilevante, destinato a incidere sugli scambi, sugli investimenti e sul posizionamento geopolitico di entrambe le parti
