Guerra Iran, missili sul Kuwait e nave colpita nello Sri Lanka

Raid, attacchi navali e tensioni regionali: il conflitto si allarga

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Missili e droni continuano a colpire il Medio Oriente mentre la guerra con l’Iran si estende alla regione. Attacchi sul Kuwait, una nave iraniana colpita vicino allo Sri Lanka con decine di feriti e nuovi raid israeliani in Libano

Il conflitto si allarga nel Medio Oriente. Missili, droni e operazioni militari continuano a moltiplicarsi mentre la guerra che coinvolge l’Iran assume una dimensione sempre più regionale. Nelle ultime ore attacchi missilistici hanno colpito il Kuwait, mentre l’esercito israeliano prosegue i raid su Teheran e rafforza le operazioni militari anche sul fronte libanese.

Secondo quanto riferito dalle autorità locali, missili e droni sono stati lanciati contro il territorio kuwaitiano, confermando l’estensione del conflitto a diversi Paesi del Medio Oriente.

Intanto in Iran sono iniziate tre giornate di cerimonie funebri per l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nelle prime ore della guerra, mentre il potere religioso del Paese ha indicato come nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex leader.

Nave iraniana colpita vicino allo Sri Lanka

Un nuovo episodio ha spostato la tensione anche sul fronte marittimo. Una nave iraniana è stata colpita al largo delle coste dello Sri Lanka, in un attacco attribuito a un sottomarino. Secondo gli ultimi aggiornamenti i feriti sarebbero 32, mentre risultano oltre cento dispersi.

L’episodio conferma come la guerra stia assumendo anche una dimensione navale nelle rotte strategiche dell’Oceano Indiano, con possibili ripercussioni sul traffico commerciale internazionale.

Raid e operazioni militari in Libano

Nel frattempo l’esercito israeliano ha intensificato le operazioni anche nel Libano meridionale. Secondo fonti locali le forze israeliane sono entrate nella città di Khiam, a pochi chilometri dal confine, mentre è stato rafforzato il dispiegamento militare lungo la frontiera.

L’avanzata di terra procede parallelamente alla campagna aerea contro le roccaforti di Hezbollah, considerato il principale alleato regionale dell’Iran.

Secondo il portavoce dell’esercito israeliano nelle ultime 48 ore l’Iran avrebbe lanciato attacchi contro dieci Paesi della regione, segnale di una escalation che coinvolge sempre più attori regionali.

Un diplomatico iraniano ucciso a Beirut

Fonti dei media libanesi riferiscono anche della morte di un diplomatico iraniano in un raid israeliano alla periferia di Beirut. Il bombardamento avrebbe colpito un albergo nella località di Hazmiye, sulle colline a est della capitale.

Secondo le stesse fonti membri di Hezbollah sarebbero intervenuti sul posto per recuperare il corpo, ma al momento non sono arrivate conferme ufficiali dell’accaduto.

Petroliera colpita negli Emirati

La tensione si riflette anche nel traffico marittimo del Golfo. Una petroliera è stata colpita al largo di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. L’Autorità marittima britannica ha riferito che sul ponte della nave sono stati trovati detriti di un proiettile non identificato, ma l’equipaggio risulta illeso.

L’incidente si inserisce in un quadro sempre più fragile per la sicurezza delle rotte energetiche nella regione.

La Russia accusa Stati Uniti e Israele

Sul piano diplomatico Mosca ha attaccato duramente Washington e Tel Aviv. Secondo il ministero degli Esteri russo l’attacco all’Iran rappresenta una escalation senza precedenti che rischia di far sprofondare l’intero Medio Oriente nel caos.

La portavoce Maria Zakharova ha accusato Stati Uniti e Israele di violare i principi del diritto internazionale, chiedendo alla comunità internazionale una valutazione “obiettiva e senza compromessi” della crisi.

Le rotte commerciali sotto pressione

Intanto l’escalation militare sta già producendo effetti economici. Il gigante cinese delle spedizioni Cosco ha annunciato la sospensione dei servizi da e verso i Paesi del Golfo, citando i rischi legati alla sicurezza dello Stretto di Hormuz.

La compagnia ha deciso di bloccare tutte le nuove prenotazioni per le rotte interessate fino a nuovo avviso, segnale delle crescenti difficoltà nel traffico marittimo internazionale.