Onu: inchiesta sull’attacco alla scuola femminile in Iran

olker Türk: «Civili protetti dal diritto bellico»

onu inchiesta sull attacco alla scuola femminile in iran

L’Alto Commissariato Onu per i diritti umani chiede un’indagine rapida e imparziale sull’attacco a una scuola femminile in Iran. Gli Stati Uniti negano di aver colpito deliberatamente un obiettivo civile. Oltre 160 morti secondo i media iraniani

La richiesta di un’indagine indipendente. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, senza indicare esplicitamente i responsabili, ha sollecitato le forze che avrebbero condotto l’attacco a una scuola femminile in Iran a fare piena luce sull’episodio, definito «orribile».

La portavoce Ravina Shamdasani, intervenendo a Ginevra, ha riferito che l’Alto Commissario Volker Türk chiede «un’indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell’attacco», precisando che «l’onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco».

Türk si è detto «profondamente scioccato dalle conseguenze delle ostilità generalizzate sui civili e sulle infrastrutture civili dall’inizio del conflitto», invitando tutte le parti alla massima moderazione e a prevenire ulteriori escalation.

Le accuse e la replica di Washington

Secondo i media statali iraniani, nel primo giorno degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran sarebbero morte oltre 160 persone. Tra le strutture colpite figurerebbe anche la scuola femminile al centro delle polemiche internazionali. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola», respingendo l’ipotesi di un attacco intenzionale contro un obiettivo civile.

Le affermazioni contrapposte rendono al momento difficile ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione del conflitto.

Il richiamo al diritto internazionale

«Il diritto bellico è inequivocabile. I civili e i beni di natura civile sono protetti. Tutti gli Stati e tutti i gruppi armati devono rispettarlo», ha ribadito la portavoce dell’Alto Commissariato. Gli attacchi diretti contro civili o beni civili, così come quelli indiscriminati, costituiscono «gravi violazioni del diritto internazionale umanitario» e possono essere qualificati come crimini di guerra. Un monito che arriva mentre il conflitto si intensifica e si moltiplicano le segnalazioni di danni a infrastrutture civili.

La richiesta dell’Onu punta ora a fare chiarezza sulle responsabilità e a riaffermare il principio della protezione dei civili, in un contesto regionale sempre più instabile.