Nuovo affondo di Donald Trump contro l’Iran, con un messaggio pubblicato su Truth Social che riaccende la tensione su due fronti cruciali: lo Stretto di Hormuz e il programma nucleare di Teheran. Il presidente accusa apertamente la Repubblica islamica di non aver rispettato gli impegni presi sulla riapertura della rotta strategica. “Avevano promesso di aprire lo Stretto e hanno consapevolmente mancato”, scrive, parlando di conseguenze globali in termini di instabilità economica e politica.
Il nodo Hormuz e i rischi per i traffici
Secondo Trump, la situazione nello Stretto ha già prodotto effetti tangibili. L’ipotesi della presenza di mine nelle acque del Golfo, attribuita all’Iran, avrebbe scoraggiato armatori e compagnie di navigazione, contribuendo a rallentare il traffico marittimo internazionale. “Quale armatore vorrebbe correre questo rischio?”, si chiede il presidente, sottolineando come la crisi abbia generato “ansia, dislocazione e sofferenza” in diversi Paesi. Il danno, aggiunge, non è solo economico ma anche reputazionale: “Un disonore permanente per l’Iran”, afferma, indicando un punto di rottura nelle relazioni diplomatiche.
Negoziati lunghi, ma stallo sul nucleare
Parallelamente, Trump riferisce di essere stato aggiornato sui colloqui diplomatici con Teheran, durati quasi venti ore e svoltisi anche a Islamabad, con la mediazione del Pakistan guidato dal premier Shehbaz Sharif. Nel team negoziale americano figurano il vicepresidente J.D. Vance, l’inviato Steve Witkoff e Jared Kushner, protagonisti di un dialogo definito “lungo e complesso”. Nonostante alcuni progressi su aspetti secondari, il nodo centrale resta irrisolto: il programma nucleare iraniano. “L’Iran non è disposto a rinunciare alle proprie ambizioni nucleari”, afferma Trump, ribadendo che questo punto supera ogni altro possibile accordo.
Linea rossa e scenario internazionale
Il presidente è netto: “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”. Una posizione che conferma la linea di totale chiusura degli Stati Uniti su questo dossier. Nel messaggio, Trump riconosce il tono rispettoso dei rappresentanti iraniani – tra cui Mohammad-Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Ali Bagheri – ma evidenzia la distanza ancora ampia tra le parti. La richiesta finale è immediata: Teheran deve riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza della navigazione internazionale.
Un equilibrio sempre più fragile
Il quadro che emerge è quello di una crisi ancora aperta, in cui diplomazia e minaccia militare continuano a intrecciarsi. Le rotte energetiche globali e la questione nucleare restano al centro di un confronto che rischia di avere conseguenze su scala mondiale.
