Guerra in Iran, il Pentagono: già spesi 25 miliardi

Prima stima ufficiale dei costi dell’operazione militare “Epic Fury”

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Gli Stati Uniti hanno già speso 25 miliardi di dollari nella guerra contro l’Iran. Il Pentagono indica bombe e missili tra le principali voci di costo. Nuove tensioni sulle operazioni militari e sul programma nucleare di Teheran

La guerra contro l’Iran è costata finora agli Stati Uniti circa 25 miliardi di dollari. È la prima stima ufficiale resa pubblica dal Pentagono, illustrata dal controllore Jay Hurst durante un’audizione al Congresso a Washington.

Il peso delle operazioni militari

Secondo quanto dichiarato, la gran parte delle spese è legata all’utilizzo massiccio di armamenti: decine di migliaia tra bombe e missili impiegati nelle operazioni. Il dato offre per la prima volta una dimensione economica dell’intervento militare denominato “Epic Fury”. Un costo che potrebbe continuare a crescere, considerando il protrarsi delle tensioni nella regione e il coinvolgimento di più fronti.

Il nodo del nucleare iraniano

Nel corso della stessa audizione, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ribadito la posizione dell’amministrazione guidata da Donald Trump: gli Stati Uniti avrebbero distrutto gli impianti nucleari iraniani durante l’operazione “Midnight Hammer” condotta a giugno. Una tesi contestata da alcuni membri del Congresso, che hanno chiesto chiarimenti sull’effettiva necessità di ulteriori attacchi.

Ambizioni nucleari e tensioni regionali

Hegseth ha risposto sostenendo che, nonostante i raid, le ambizioni nucleari di Teheran non si sarebbero fermate, rendendo necessario un nuovo intervento militare. Il conflitto si inserisce in uno scenario regionale sempre più instabile, con ripercussioni anche su altri Paesi dell’area mediorientale.

Scenario e prospettive

La pubblicazione dei costi segna un passaggio importante nel dibattito interno statunitense, destinato a intensificarsi tra sostenitori e critici dell’operazione. Sul piano internazionale, resta alta la preoccupazione per una possibile escalation e per le conseguenze economiche e geopolitiche del conflitto.