Hantavirus, sbarco controllato dalla Hondius

A Tenerife verifiche sanitarie prima dei rimpatri: passeggeri senza sintomi

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La MV Hondius è arrivata al largo di Tenerife dopo il focolaio di hantavirus. Medici a bordo, sbarchi scaglionati e voli speciali: tutti i passeggeri risultano al momento asintomatici

La MV Hondius è arrivata davanti al porto di Granadilla, a Tenerife, scortata da una nave della Guardia Civil e seguita dalle autorità sanitarie spagnole. La nave da crociera, al centro del focolaio di hantavirus che ha già provocato tre morti e diversi contagi tra persone sbarcate in precedenza, non ha attraccato al molo: resterà all’ancora, mentre le operazioni di trasferimento avverranno con piccole imbarcazioni e sotto stretto controllo medico.

A bordo ci sono oltre 140 persone di più di venti nazionalità. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il ministero della Salute spagnolo e la compagnia Oceanwide Expeditions, nessuno tra passeggeri ed equipaggio presenta attualmente sintomi compatibili con l’infezione. È il dato che ha permesso l’avvio dello sbarco, ma non l’allentamento delle misure: tutti saranno comunque trattati come contatti ad alto rischio in via precauzionale.

I medici saliti a bordo

La prima fase dell’operazione è cominciata con l’arrivo sulla nave di medici e infermieri dotati di dispositivi di protezione. Il loro compito è verificare le condizioni delle persone a bordo, escludere la presenza di sintomi e autorizzare il trasferimento progressivo verso terra. La ministra della Salute spagnola Mónica García ha spiegato che l’intera procedura sta procedendo regolarmente e senza contatti con la popolazione locale.

L’ordine concordato prevede lo sbarco iniziale dei passeggeri spagnoli, seguiti dagli olandesi e poi dai cittadini delle altre nazionalità, tra cui francesi, tedeschi, australiani e neozelandesi. Non tutti lasceranno la nave nella stessa giornata: gli ultimi trasferimenti sono previsti in base alla disponibilità dei voli speciali di rimpatrio.

Il corridoio verso l’aeroporto

Una volta scesi dalla Hondius, i passeggeri vengono trasferiti in autobus militari verso un’area isolata dell’aeroporto. Da lì partiranno voli organizzati dai rispettivi Paesi, senza passaggio dai circuiti ordinari dello scalo. L’Unione europea ha inviato anche un aereo ambulanza messo a disposizione dalla Norvegia, per sostenere le operazioni di evacuazione sanitaria.

Chi lascia la nave può portare con sé soltanto una piccola borsa con documenti, telefono, caricabatterie e beni essenziali. I bagagli restano a bordo, nell’ambito delle misure di contenimento e delle procedure di disinfezione previste. Una volta rientrati nei rispettivi Paesi, i passeggeri saranno sottoposti a isolamento e test.

Il virus e il rischio reale

L’hantavirus si trasmette di solito attraverso l’inalazione di polveri contaminate da urine, feci o saliva di roditori infetti. Non si diffonde facilmente da persona a persona. Nel caso della MV Hondius, però, il ceppo individuato è quello Andes, che in rare circostanze può consentire una trasmissione interumana. È questa possibilità, limitata ma non esclusa, ad avere spinto le autorità a gestire lo sbarco con il massimo livello di prudenza.

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ribadito che il rischio per la popolazione di Tenerife resta basso. Il messaggio delle autorità è duplice: non minimizzare la gravità del focolaio, che ha già avuto conseguenze mortali, ma evitare allarmismi paragonabili a quelli di una pandemia respiratoria diffusa.

La nave verso i Paesi Bassi

Dopo la conclusione degli sbarchi, una parte dell’equipaggio resterà a bordo per riportare la nave nei Paesi Bassi, dove è prevista una disinfezione approfondita. Rimarrà sulla Hondius anche la salma di un passeggero deceduto durante la traversata, secondo quanto comunicato dalle autorità spagnole.

L’operazione di Tenerife diventa così un test di gestione sanitaria internazionale: una nave con passeggeri di 23 nazionalità, un virus raro ma potenzialmente grave, rimpatri separati e controlli coordinati tra Oms, Spagna, Unione europea e governi nazionali. Per ora il punto decisivo è che a bordo non ci sono sintomatici. Ma la prudenza resta la regola fino all’ultimo test.