Libano, bambini e siti storici nel mirino mentre la tregua vacilla

L’Unicef denuncia decine di minori colpiti. Cresce l’allarme anche per il patrimonio culturale

libano bambini e siti storici nel mirino mentre la tregua vacilla

Nel sud del Libano continuano bombardamenti e operazioni militari nonostante il cessate il fuoco. L’Unicef segnala 77 bambini uccisi o feriti in una sola settimana, mentre l’Unesco denuncia danni a importanti siti storici della regione

L’escalation lungo il confine tra Libano e Israele continua a produrre conseguenze pesantissime sulla popolazione civile. Mentre i razzi di Hezbollah continuano a colpire il nord di Israele e le sirene d’allarme restano attive in diverse località di confine, il sud del Libano è teatro di nuovi bombardamenti e di ulteriori evacuazioni ordinate dall’esercito israeliano.

Secondo UNICEF, soltanto nell’ultima settimana 77 bambini sono stati uccisi o feriti. Un dato che equivale a undici minori colpiti ogni giorno nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore da oltre un mese. L’agenzia delle Nazioni Unite ha ribadito che i bambini non dovrebbero mai pagare il prezzo dei conflitti e ha chiesto la cessazione immediata delle ostilità.

L’avanzata nel sud del Paese

Le Forze di difesa israeliane riferiscono di aver distrutto un lanciarazzi utilizzato per colpire la città di Kiryat Shmona. Tra le aree maggiormente interessate dai raid figura il villaggio di Kfar Tebnit, nella regione di Nabatieh, dove sono stati segnalati numerosi bombardamenti.

Sul terreno, le truppe israeliane proseguono le operazioni oltre il fiume Litani, in una fase che molti osservatori considerano cruciale anche in relazione ai possibili sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran. Un eventuale accordo tra Washington e Teheran potrebbe infatti influenzare l’intero quadro regionale e aumentare le pressioni per una de-escalation.

Patrimonio culturale sotto minaccia

A preoccupare la comunità internazionale non sono soltanto le vittime civili. Anche UNESCO ha lanciato un allarme per i danni subiti da alcuni dei più importanti siti storici del Libano meridionale.

Tra questi figurano la Cittadella medievale di Shama e il celebre Castello di Beaufort, fortezza crociata costruita nel XII secolo e affacciata sulla valle del Litani. Nel corso della storia il sito ha avuto un ruolo strategico per diverse forze militari, dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina fino all’esercito israeliano durante l’occupazione del Libano meridionale.

L’attenzione dell’agenzia ONU è rivolta anche all’antica Tiro, una delle più importanti città fenicie del Mediterraneo, patrimonio mondiale e simbolo della storia millenaria della regione.

Diplomazia senza risultati concreti

Sul fronte politico, i primi colloqui tra rappresentanti israeliani e libanesi tenuti a Washington non sembrano aver prodotto risultati immediati. Se da parte americana l’incontro è stato definito costruttivo, fonti libanesi hanno giudicato limitati i progressi rispetto agli obiettivi fissati dal cessate il fuoco.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito il sostegno di Washington agli sforzi diplomatici durante un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, sottolineando la necessità di fermare gli attacchi e ridurre le tensioni lungo la frontiera.

Nel frattempo, però, la realtà sul terreno racconta una situazione ben diversa. Tra vittime civili, evacuazioni e patrimonio storico danneggiato, il conflitto continua a lasciare ferite profonde in una regione che attende ancora una pace stabile.