Mosca: oltre 430 droni verso la capitale

La Russia parla di attacco record, Kiev chiede nuove difese aeree

mosca oltre 430 droni verso la capitale

Notte di raid e accuse incrociate tra Russia e Ucraina. Mosca denuncia centinaia di droni diretti verso la capitale, mentre Zelensky sollecita nuovi sistemi Patriot

La guerra tra Ucraina e Russia torna a concentrarsi sui cieli, ormai diventati uno dei fronti decisivi del conflitto. Mosca sostiene di aver affrontato nella notte uno degli attacchi più massicci dall’inizio dell’invasione: secondo il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, più di 430 droni sarebbero stati diretti verso la regione di Mosca tra la sera e le prime ore del mattino. La maggior parte, ha affermato il primo cittadino, sarebbe stata intercettata a distanza, mentre 36 velivoli senza pilota sarebbero stati distrutti in avvicinamento alla capitale.

Una pressione crescente su Mosca

Le autorità russe hanno parlato di detriti caduti in alcune aree dopo l’intervento della difesa aerea, senza fornire nell’immediato un bilancio indipendente dei danni. L’attacco ha avuto effetti anche sul traffico aereo: secondo la stampa ucraina, citando l’agenzia federale russa per il trasporto aereo, gli aeroporti di Sheremetyevo, Vnukovo e Domodedovo hanno operato con restrizioni temporanee, mentre Zhukovsky avrebbe sospeso le attività.

La portata dell’episodio, se confermata nei numeri indicati da parte russa, segnerebbe un salto ulteriore nella campagna ucraina di lungo raggio contro infrastrutture e obiettivi all’interno della Federazione russa. Negli ultimi mesi entrambi i Paesi hanno intensificato gli attacchi oltre la linea del fronte, con droni e missili sempre più impiegati per colpire depositi, raffinerie, basi militari e nodi logistici.

Kiev sotto pressione dopo i raid russi

La denuncia di Mosca arriva dopo una nuova ondata di attacchi russi sull’Ucraina. Secondo le autorità ucraine, un bombardamento con missili e droni ha colpito Kiev e altre regioni, provocando decine di vittime e danni a edifici residenziali e infrastrutture. Il presidente Volodymyr Zelensky ha rilanciato la richiesta agli alleati occidentali di fornire nuovi sistemi di difesa aerea, in particolare missili intercettori Patriot, indicati da Kiev come essenziali contro i missili balistici russi.

Il punto politico resta il divario tra la capacità ucraina di abbattere droni e missili da crociera e la difficoltà nel contrastare ordigni balistici o ipersonici. È su questo terreno che Zelensky chiede decisioni rapide agli alleati, mentre la Russia insiste nel sostenere di colpire obiettivi militari ed energetici, versione contestata da Kiev, che denuncia invece l’impatto sulle aree civili.

Il caso Monaco e la pista Berezovska

A complicare il quadro internazionale c’è anche l’inchiesta sull’esplosione avvenuta il 29 giugno nel Principato di Monaco, che avrebbe preso di mira l’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev, noto anche come Vadim Ermolaev. Nell’attacco sono rimaste ferite tre persone, tra cui un ragazzo di 13 anni. L’Interpol aveva indicato come principale sospettata Anastasiia Berezovska, 39 anni, ricercata con una Red Notice per tentato omicidio, collocazione di un ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione criminale.

Secondo Reuters e Associated Press, gli investigatori monegaschi ritengono che la donna potesse non aver agito da sola. La dinamica descritta dagli inquirenti parla di un ordigno lasciato davanti a un edificio e attivato a distanza al passaggio delle vittime. Dopo l’attacco, la sospettata sarebbe fuggita passando dalla Francia e da altri Paesi europei, fino alla Germania.

Nelle ultime ore alcuni media britannici, citando fonti ucraine, hanno riferito del ritrovamento del corpo di Berezovska vicino a Kiev, con ferite da arma da fuoco. La notizia, al momento, risulta riportata da fonti giornalistiche ma non ancora confermata in modo indipendente dalle principali agenzie internazionali né dalle autorità monegasche. Per questo il caso resta aperto, sia sul piano investigativo sia sul movente dell’attentato.

Una guerra sempre più estesa

La sequenza degli eventi conferma l’allargamento della guerra oltre il fronte tradizionale del Donbass e del sud dell’Ucraina. I droni ucraini arrivano sempre più spesso in profondità nel territorio russo, mentre i raid di Mosca continuano a colpire le città ucraine con salve combinate di missili e velivoli senza pilota. In questo scenario, la difesa aerea diventa non solo una questione militare, ma anche il cuore della diplomazia tra Kiev, Washington e le capitali europee.