Un terremoto di magnitudo preliminare 7.1 ha colpito il sud-ovest del Giappone, interessando in particolare la prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. La scossa è stata registrata nel pomeriggio di martedì 28 luglio, poco prima delle 16.30 ora locale, quando in Italia erano circa le 9.30.
La Japan Meteorological Agency, l’agenzia meteorologica nazionale, ha localizzato l’ipocentro a una profondità di circa dieci chilometri. Subito dopo il sisma è stata diffusa un’allerta tsunami per le aree costiere potenzialmente esposte.
Controlli lungo le coste
Le autorità hanno invitato la popolazione a tenersi lontana dal mare, dalle spiagge e dalle foci dei fiumi, seguendo le indicazioni diffuse attraverso televisioni, telefoni cellulari e sistemi di emergenza locali.
Il Pacific Tsunami Warning Center ha escluso una minaccia estesa alle coste più lontane, indicando un possibile rischio limitato alle zone prossime all’epicentro. Nelle prime comunicazioni non sono stati segnalati danni rilevanti né persone ferite, ma le verifiche sono ancora in corso.
La scossa avvertita sull’isola di Kyushu
Il movimento tellurico è stato percepito con particolare intensità nella prefettura di Kumamoto e in altre aree di Kyushu. Le squadre di emergenza stanno controllando edifici, strade, ponti e collegamenti ferroviari per accertare eventuali conseguenze.
La magnitudo e la profondità ridotta del terremoto possono aver prodotto oscillazioni molto forti nelle località più vicine. Le prime misurazioni restano comunque preliminari e potrebbero essere aggiornate dalle autorità sismologiche dopo l’analisi completa dei dati.
Il precedente del 2016
La prefettura di Kumamoto era già stata duramente colpita nell’aprile del 2016 da una sequenza sismica che provocò crolli, incendi, frane e decine di migliaia di evacuazioni. Il ricordo di quella tragedia ha contribuito a rendere immediata la risposta delle autorità e della popolazione.
Il Giappone, situato lungo una delle aree sismicamente più attive del pianeta, dispone di sistemi avanzati per il rilevamento delle scosse e la diffusione degli allarmi. Le autorità hanno raccomandato di prestare attenzione a possibili repliche e di non rientrare negli edifici eventualmente danneggiati prima delle necessarie verifiche.
