Gaza, Israele: ucciso l’uomo che rapì Noa Argamani il 7 ottobre

Idf e Shin Bet: Saher Sakr guidava la moto usata per portare la giovane ostaggio nella Striscia

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Saher Nidal Latfi Sakr è stato ucciso in un raid israeliano a Nuseirat. Secondo Israele partecipò al 7 ottobre e guidò la moto sulla quale Noa Argamani fu trascinata a Gaza insieme ad Avinatan Or

L’uomo che, secondo le autorità israeliane, guidava la motocicletta utilizzata per rapire Noa Argamani durante l’attacco del 7 ottobre 2023 è stato ucciso nella Striscia di Gaza. Si chiamava Saher Nidal Latfi Sakr e, secondo una dichiarazione congiunta delle Forze di difesa israeliane e dello Shin Bet, era legato a organizzazioni jihadiste internazionali operative nell’enclave palestinese.

L’operazione è avvenuta sabato nell’area di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia. Secondo le informazioni diffuse da Israele, al raid hanno collaborato anche gli uomini dell’unità Gideonim 33 della divisione Lahav 433 della polizia israeliana.

La moto diventata simbolo del 7 ottobre

Il nome di Sakr viene collegato da Israele a una delle immagini più conosciute dell’assalto al festival musicale Nova, vicino al kibbutz di Re’im. Nel filmato del rapimento si vede Noa Argamani portata via su una motocicletta mentre chiede aiuto. Anche Avinatan Or, allora compagno della giovane, fu sequestrato durante l’attacco.

Secondo Idf e Shin Bet, Sakr sarebbe entrato in territorio israeliano durante l’assalto e avrebbe guidato la motocicletta utilizzata per trasferire gli ostaggi verso Gaza. Le autorità israeliane lo indicano quindi come uno degli uomini direttamente coinvolti nel sequestro.

Le accuse delle autorità israeliane

La ricostruzione diffusa dall’esercito va oltre il ruolo attribuito a Sakr nel 7 ottobre. Secondo l’Idf, durante la guerra l’uomo avrebbe fornito armi ad Hamas e mantenuto rapporti con altre organizzazioni armate presenti nella Striscia.

Israele sostiene inoltre che, più recentemente, Sakr avesse collaborato con esponenti di Hamas e della Jihad islamica palestinese alla preparazione di attacchi contro soldati israeliani e civili. Si tratta di informazioni fornite dalle autorità israeliane, che hanno motivato l’operazione affermando di aver agito per neutralizzare la minaccia rappresentata dall’uomo.

L’esercito ha dichiarato di avere impiegato munizioni di precisione e sorveglianza aerea nel tentativo di ridurre il rischio per i civili durante l’attacco. Secondo fonti mediche palestinesi citate dalla stampa israeliana, nel raid sarebbe rimasta ferita anche un’altra persona.

La liberazione di Noa e il ritorno di Avinatan

Noa Argamani fu liberata l’8 giugno 2024, dopo 246 giorni di prigionia, durante una complessa operazione israeliana proprio nell’area di Nuseirat. Insieme a lei furono recuperati vivi Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv.

L’operazione costò la vita all’ufficiale israeliano Arnon Zmora, il cui nome fu successivamente attribuito alla missione. Il blitz provocò anche un elevato numero di vittime palestinesi, secondo le autorità sanitarie della Striscia.

Avinatan Or rimase invece prigioniero molto più a lungo. È stato liberato il 13 ottobre 2025, dopo 738 giorni di cattività, tornando in Israele nell’ambito degli accordi sugli ostaggi.

La caccia agli uomini del 7 ottobre

L’uccisione di Sakr si inserisce nelle operazioni condotte negli ultimi anni dai servizi di sicurezza israeliani per individuare gli uomini ritenuti responsabili dell’assalto del 7 ottobre e dei sequestri avvenuti durante l’attacco.

Già nell’ottobre 2025 Idf e Shin Bet avevano annunciato di avere individuato e ucciso otto uomini entrati in Israele il giorno dell’attacco, alcuni dei quali indicati come direttamente coinvolti nei rapimenti e nella detenzione degli ostaggi. Le operazioni contro i partecipanti al 7 ottobre sono proseguite anche nelle ultime settimane.

La morte di Saher Nidal Latfi Sakr, secondo la versione fornita dalle autorità israeliane, chiude così un altro capitolo della caccia agli uomini collegati a uno dei sequestri divenuti simbolo dell’attacco del 7 ottobre.