Sono passate appena tre settimane dal matrimonio-show del 5 settembre all’Unipol Dome di Milano, dove Sofia Scalia e Luigi Calagna, i Me contro Te, hanno celebrato le nozze davanti a circa seimila persone paganti. Ora il marchio seguito da milioni di bambini è al centro di un contenzioso che riguarda il suo ecosistema digitale, mentre il sito ufficiale risulta temporaneamente sospeso.
La pagina di mecontrote.it informa gli utenti che il portale è fermo per «interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione». Non risulta, allo stato, un ordine dell’autorità giudiziaria che ne abbia imposto la chiusura. La coincidenza temporale con l’iniziativa di Consumerismo No Profit ha però alimentato interrogativi: il ricorso dell’associazione è stato depositato il 14 settembre davanti al Tribunale civile di Palermo, mentre il sito è diventato inaccessibile nella serata del 21 settembre.
Il ricorso di Consumerismo
L’azione inibitoria promossa da Consumerismo No Profit, presieduta da Luigi Gabriele, riguarda Me Contro Te S.r.l., la società con sede a Marsala. Le contestazioni dell’associazione, che dovranno essere valutate dai giudici, riguardano presunte pratiche commerciali scorrette rivolte soprattutto a bambini e preadolescenti e alcuni profili legati al trattamento dei dati personali.
Uno dei punti centrali è la commistione tra intrattenimento e vendita. Secondo il ricorso, nel sito e nell’app la sezione commerciale sarebbe inserita nello stesso ambiente destinato ai contenuti ludici, con inviti diretti a raggiungere lo shop e collegamenti a uno storefront Amazon tramite affiliazione. Consumerismo chiede una separazione più netta tra contenuti per bambini e area commerciale, oppure strumenti capaci di verificare l’età di chi accede agli spazi dedicati agli acquisti.
Il fronte della privacy dei minori
L’altro capitolo riguarda i dati personali. L’associazione sostiene che l’informativa privacy e il sistema di gestione dei cookie presentino criticità e contesta l’assenza di strumenti adeguati per verificare l’età degli utenti e, quando necessario, il consenso dei genitori. Anche in questo caso si tratta di rilievi formulati dai ricorrenti, sui quali non esiste al momento un accertamento definitivo.
La prima udienza davanti al Tribunale di Palermo è fissata per il 18 dicembre. Consumerismo chiede al giudice di ordinare la cessazione delle condotte ritenute scorrette e l’adeguamento di sito e app. Il procedimento civile dovrà quindi stabilire se le modalità contestate violino effettivamente le norme poste a tutela dei consumatori e dei minori.
La segnalazione all’Antitrust
La vicenda giudiziaria è stata preceduta da un altro passaggio. Il 9 giugno Consumerismo aveva già trasmesso una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, chiedendo inoltre che i profili relativi alla privacy fossero portati all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali. Al momento non è stato reso noto un provvedimento conclusivo dell’Antitrust sulle contestazioni formulate dall’associazione.
Il precedente più noto nel dibattito pubblico resta il caso Balocco-Ferragni, diverso per fatti, soggetti e contestazioni, ma diventato un punto di riferimento nella discussione sulla trasparenza della comunicazione commerciale degli influencer. Nel caso dei Me contro Te il nodo è ulteriormente delicato perché il pubblico di riferimento comprende in larga misura bambini.
Dal matrimonio-show al sito sospeso
Il contenzioso arriva subito dopo le nozze-evento di Scalia e Calagna a Milano. Il 5 settembre circa seimila fan, molti dei quali bambini accompagnati dai genitori, hanno assistito alla cerimonia e allo spettacolo all’Unipol Dome. I biglietti costavano da 48 a 110 euro, con un pacchetto aggiuntivo da 250 euro per incontrare gli sposi prima dello show.
