L’incendio boschivo divampato nella provincia spagnola di Almería si è trasformato in una delle più gravi tragedie causate dal fuoco nella storia recente dell’Andalusia. Almeno dodici persone hanno perso la vita, mentre oltre mille residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Il numero delle vittime non è ancora definitivo e le autorità stanno verificando le segnalazioni relative a persone che non risultano rintracciabili.
Gran parte dei corpi è stata trovata all’interno di automobili distrutte dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Le vittime avrebbero cercato di allontanarsi dall’area minacciata dal rogo, ma sarebbero rimaste intrappolate dall’avanzata improvvisa del fronte di fuoco. Le operazioni di identificazione sono ancora in corso.
La strada trasformata in una trappola
Le fiamme si sono propagate rapidamente nella zona di Los Gallardos, alimentate dalla vegetazione secca, dalle temperature elevate e dal vento. Il fuoco ha raggiunto le vie di collegamento tra i piccoli centri dell’entroterra, rendendo impossibile il passaggio lungo alcuni degli itinerari normalmente utilizzati per lasciare la zona.
Secondo le prime ricostruzioni, diverse persone avrebbero imboccato un percorso secondario nel tentativo di trovare una via di fuga. Il fumo intenso, la scarsa visibilità e la velocità dell’incendio avrebbero però bloccato i veicoli, impedendo agli occupanti di proseguire o tornare indietro.
Il responsabile andaluso per la Presidenza, la Sanità e le Emergenze, Antonio Sanz, ha definito quanto accaduto una «tragedia senza precedenti» e l’incendio dalle conseguenze più gravi mai registrato nella regione. Le autorità hanno invitato la popolazione a rispettare esclusivamente le indicazioni impartite dai servizi di emergenza, evitando spostamenti autonomi nelle aree interessate.
Feriti e soccorsi in condizioni estreme
Il numero dei feriti resta in aggiornamento. Diversi pazienti con ustioni di varia gravità sono stati trasferiti all’Ospedale universitario Torrecárdenas di Almería. Alcuni si trovano in condizioni serie.
Due persone sono state raggiunte dai soccorritori in un terrapieno nel quale si erano lanciate per sottrarsi alle fiamme. Le squadre del servizio di emergenza 112 Andalucía hanno operato in uno scenario reso particolarmente difficile dal calore, dal fumo e dalla continua variazione della direzione del fuoco.
Sono impegnati oltre 150 vigili del fuoco, affiancati dagli specialisti del dispositivo regionale Infoca, da mezzi aerei e dai militari dell’Unità militare di emergenza, la struttura dell’esercito spagnolo impiegata nelle grandi calamità. Il contingente è stato rafforzato con uomini, veicoli e attrezzature per proteggere gli abitati e contenere il perimetro dell’incendio.
Interi centri evacuati
Le autorità hanno disposto l’evacuazione completa di Bédar e di diverse frazioni, tra cui Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. L’avanzata delle fiamme ha reso inutilizzabile una delle principali vie di accesso al territorio, costringendo i soccorritori a trasferire parte degli sfollati verso Lubrín e Garrucha.
La Croce Rossa ha assistito oltre cento persone, mentre strutture municipali, edifici pubblici e aree industriali sono stati trasformati in centri di accoglienza temporanea. Molti residenti hanno trascorso la notte lontano dalle proprie case, in attesa di conoscere l’evoluzione del rogo e l’eventuale possibilità di rientrare.
Le verifiche sugli edifici e sulle strade potranno iniziare soltanto quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno. La priorità resta la ricerca dei dispersi, insieme alla protezione delle squadre impegnate sul campo e dei centri abitati ancora esposti.
Il cordoglio di Sánchez e Moreno
Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha espresso «enorme tristezza e desolazione» per le conseguenze dell’incendio, manifestando vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti i residenti colpiti.
Il premier ha confermato la mobilitazione delle risorse del ministero per la Transizione ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’Unità militare di emergenza. Nel suo messaggio ha rivolto alla popolazione un appello alla massima prudenza.
Anche il presidente della Giunta dell’Andalusia, Juanma Moreno, ha parlato di una comunità «spezzata dal dolore», esprimendo profondo cordoglio ai familiari delle persone morte e solidarietà ai comuni coinvolti. Gli impegni istituzionali del governo regionale sono stati modificati per seguire direttamente l’emergenza.
Le cause ancora da accertare
Gli investigatori stanno esaminando il punto dal quale si sarebbe originato l’incendio. Tra le ipotesi preliminari figura anche un possibile guasto a una linea elettrica, ma non è stata ancora comunicata una conclusione ufficiale.
La zona interessata si trova in un territorio caratterizzato da rilievi, vegetazione arida e collegamenti stradali limitati. Condizioni che possono rendere estremamente difficile una fuga improvvisata quando il vento spinge le fiamme verso gli abitati.
Il bilancio continua a essere aggiornato e presenta ancora differenze tra le comunicazioni diffuse dalle autorità e dalle principali agenzie internazionali. La Giunta dell’Andalusia ha indicato dodici vittime, mentre alcune fonti hanno mantenuto temporaneamente il conteggio a undici. Proseguono intanto le ricerche delle persone segnalate come disperse.
