Sono otto i corpi smembrati scoperti dalle autorità dell'Ecuador all'interno di una miniera illegale nella provincia meridionale di Azuay. I cadaveri erano stati nascosti in due fosse comuni e sepolti a circa due metri di profondità. Una scena che, secondo i primi accertamenti degli investigatori, porta a ipotizzare un'esecuzione particolarmente violenta.
La scoperta è stata resa nota dalla polizia ecuadoriana. Le vittime avevano le mani legate e sui resti sono state riscontrate ferite compatibili con mutilazioni e decapitazioni. A fornire i primi particolari dell'indagine è stato Pablo Inga, responsabile locale della polizia giudiziaria.
Le vittime uccise con un machete
Secondo quanto dichiarato da Inga ai media, le lesioni sarebbero state provocate con un machete. Gli investigatori stanno adesso lavorando per identificare le otto vittime e ricostruire le circostanze nelle quali sono state uccise e successivamente sepolte all'interno dell'area mineraria.
Il ritrovamento in due fosse distinte lascia aperti diversi interrogativi sulla dinamica del massacro e sul periodo nel quale gli omicidi sarebbero stati commessi. Al momento le autorità non hanno reso nota l'identità delle persone recuperate né indicato ufficialmente i responsabili.
Il nodo delle miniere illegali
La localizzazione dei cadaveri all'interno di una miniera abusiva riporta l'attenzione sul rapporto tra estrazione illegale e presenza della criminalità organizzata in diverse zone dell'Ecuador. Le attività minerarie clandestine sono da tempo oggetto di operazioni delle forze di sicurezza ecuadoriane e rappresentano un ulteriore terreno di scontro per il controllo delle risorse e del territorio.
In Azuay, negli ultimi anni, esercito e autorità di controllo hanno condotto numerosi interventi contro siti minerari non autorizzati. Particolarmente delicata è la situazione nell'area di Camilo Ponce Enríquez, dove precedenti operazioni hanno portato a sequestri di esplosivi e attrezzature e ad arresti nell'ambito del contrasto alle attività estrattive clandestine.
Un Paese alle prese con la violenza criminale
Il massacro emerge in un quadro di sicurezza già difficile per l'Ecuador, dove negli ultimi anni la crescita delle organizzazioni criminali ha provocato un forte aumento della violenza. Traffico di droga, controllo delle rotte, estorsioni e sfruttamento illegale delle risorse hanno ampliato le aree nelle quali operano gruppi armati e bande organizzate.
L'inchiesta sulle otto vittime dovrà ora stabilire se proprio uno di questi gruppi sia coinvolto negli omicidi. Centrale sarà anche l'identificazione dei cadaveri, passaggio indispensabile per ricostruire provenienza, eventuali precedenti sparizioni e collegamenti tra le vittime.
Le autorità non hanno finora comunicato arresti direttamente collegati al ritrovamento. Le indagini proseguono per ricostruire quello che si presenta come uno degli episodi più cruenti emersi recentemente nelle aree minerarie del Paese.
