Costituzione europea, il tabù infranto nel cuore dell’Unione

Dal Ppe la proposta di una nuova fase costituente per l’Europa

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Dopo vent’anni torna il tema di una Costituzione europea. La spinta arriva dal Partito Popolare Europeo in un contesto segnato da guerre, pressioni geopolitiche e fragilità dell’Unione

Il ritorno di un’idea rimossa. Dopo due decenni di silenzio, l’idea di una Costituzione europea riemerge nel dibattito politico. A rilanciarla sono Letizia Moratti e Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, che dalle pagine de La Stampa invocano una nuova fase costituente per l’Unione. Un passaggio che segna una rottura con il passato recente. Dal fallimento del referendum francese del 2005, che affossò il progetto di Trattato costituzionale, il tema era diventato politicamente impraticabile. Troppo alto il rischio di una reazione negativa degli elettori, alimentata dai movimenti nazionalisti.

Guerre e pressioni globali cambiano lo scenario

A riaprire il dossier contribuisce un contesto radicalmente mutato. La guerra alle porte dell’Europa e le pressioni internazionali, comprese quelle dell’ex presidente americano Donald Trump, hanno reso evidente la fragilità dell’attuale architettura europea. In questo scenario, la proposta del Ppe punta a rafforzare la governance dell’Unione, superando i limiti dei trattati attuali. L’obiettivo è dotare l’Europa di strumenti più efficaci per agire come soggetto politico unitario.

Dal federalismo al pragmatismo europeo

Negli anni, il progetto federalista è sopravvissuto solo grazie a figure isolate come Emma Bonino, mentre i leader in carica hanno preferito evitare il tema. Anche all’Eliseo, il presidente Emmanuel Macron ha scelto un approccio più prudente, parlando di “autonomia strategica” anziché di Costituzione. Un’impostazione che richiama la visione di Robert Schuman, basata su una costruzione progressiva dell’integrazione attraverso risultati concreti. Più recentemente, anche Mario Draghi ha evocato la necessità di un “federalismo pragmatico” per evitare il declino dell’Unione.

Valori comuni e identità europea

Nel loro intervento, Moratti e Weber evitano i nodi più divisivi del passato, come il riferimento alle radici giudeo-cristiane. Al centro della proposta pongono invece valori condivisi: libertà, dignità umana, solidarietà e stato di diritto. Non è casuale la scelta del 25 aprile per rilanciare il tema. Il richiamo alla Liberazione sottolinea le radici antifasciste del progetto europeo e la necessità di difendere quei principi in un contesto internazionale sempre più instabile.

Tra ambizioni e contraddizioni politiche

Resta però da chiarire quale modello istituzionale il Ppe intenda proporre. E non mancano le ambiguità: dopo le elezioni europee del 2024, il gruppo guidato da Manfred Weber ha mostrato una crescente apertura verso forze sovraniste, complicando il quadro delle alleanze. Il successo di una nuova fase costituente dipenderà anche dalla capacità di costruire consenso tra i cittadini europei, superando le paure che avevano bloccato il processo vent’anni fa.

Un’urgenza politica e storica

Il ritorno del tema segnala che qualcosa è cambiato. In un mondo segnato da crisi e competizione globale, l’idea di una Costituzione europea torna a essere percepita non come un rischio, ma come una necessità. La sfida sarà trasformare questa apertura politica in un progetto concreto, capace di unire governi e opinione pubblica attorno a un nuovo salto di integrazione.