La visita di Vladimir Putin alle isole Curili riapre uno dei contenziosi territoriali più longevi dell'Asia orientale e aggiunge un nuovo elemento di tensione nei rapporti già difficili tra Russia e Giappone. Il presidente russo si è recato a Iturup, chiamata Etorofu dai giapponesi, una delle quattro isole meridionali dell'arcipelago che Tokyo considera parte integrante del proprio territorio.
È la prima visita di persona di Putin nell'arcipelago conteso. Il capo del Cremlino ha raggiunto l'impianto di lavorazione del pesce Yasny, dove ha incontrato i dipendenti, assaggiato caviale e prodotti locali e posato per alcune fotografie con il personale. Una tappa apparentemente legata all'economia locale, ma dal forte significato politico per la sovranità che Mosca rivendica sulle isole.
La protesta immediata di Tokyo
La risposta giapponese non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha annunciato una ferma protesta contro la visita del presidente russo, ribadendo la posizione storica di Tokyo sui cosiddetti Territori del Nord.
Per il governo giapponese le quattro isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e il gruppo delle Habomai appartengono al Giappone sulla base di ragioni storiche e giuridiche. Mosca, al contrario, considera la propria sovranità sull'arcipelago conseguenza dell'esito della Seconda guerra mondiale.
Il contenzioso non è mai stato risolto e ha avuto una conseguenza diplomatica eccezionale: Russia e Giappone non hanno ancora firmato un vero trattato di pace che chiuda formalmente il conflitto della Seconda guerra mondiale. Le truppe sovietiche occuparono le isole meridionali dell'arcipelago nell'agosto e settembre del 1945 e da allora il loro status rappresenta il principale ostacolo a un accordo definitivo tra i due Paesi.
Putin e la Flotta del Pacifico
La visita assume un peso ulteriore perché coincide con una dimostrazione della capacità militare russa nell'Estremo Oriente. Putin ha seguito anche la fase conclusiva delle esercitazioni della Flotta del Pacifico, uno dei principali strumenti attraverso i quali Mosca presidia le acque che si estendono dal Mare di Okhotsk al Pacifico settentrionale.
Secondo le informazioni diffuse dai media russi, il presidente ha osservato le manovre a Yuzhno-Sakhalinsk a bordo dell'incrociatore lanciamissili Varyag, nave ammiraglia della Flotta del Pacifico. La presenza del capo del Cremlino nell'area lega così il dossier territoriale alla crescente importanza strategica del Pacifico per la Russia.
Le Curili hanno infatti un valore che supera largamente le dimensioni delle isole. La catena si estende tra la penisola russa della Kamchatka e l'isola giapponese di Hokkaido e contribuisce a delimitare il Mare di Okhotsk, area essenziale per le attività navali russe. Negli anni Mosca ha rafforzato la propria presenza militare nell'arcipelago e ha sviluppato sistemi di difesa costiera nell'Estremo Oriente.
Una visita dal forte valore politico
Il viaggio arriva in una fase di tensione crescente nella regione. Nelle stesse ore l'attenzione internazionale è concentrata sulle attività militari della Corea del Nord e sulle prossime esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. La presenza di Putin sulle Curili, immediatamente dopo importanti manovre navali russe, rafforza quindi il messaggio della centralità attribuita dal Cremlino al fronte del Pacifico.
Per Tokyo, tuttavia, una visita presidenziale a Iturup non può essere considerata un semplice viaggio interno russo. È un gesto politico compiuto direttamente sul territorio al centro della disputa e destinato inevitabilmente a pesare sulle già ridotte possibilità di riaprire un negoziato.
Dopo l'invasione russa dell'Ucraina e l'adesione giapponese alle sanzioni occidentali, i rapporti tra Mosca e Tokyo sono precipitati. Il dossier delle Curili, che per anni era rimasto almeno formalmente oggetto di trattative, è tornato così a essere soprattutto un terreno di contrapposizione. La visita di Putin a Iturup rende ancora più evidente quanto lontana appaia oggi una soluzione diplomatica.
