Morto Jesús de Miguel, il calcio spagnolo piange l'attaccante del Tenerife

Il calciatore aveva 30 anni. Fatale lo scontro con il portiere dell'Andorra durante una partita

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Jesús de Miguel è morto dopo il violento impatto con il portiere Jesús Owono nella sfida tra Tenerife e Andorra. Colpito al torace, era stato rianimato e ricoverato in terapia intensiva. Il decesso alle 8 del 3 novembre. Sospese le partite in Spagna

Il calcio spagnolo è in lutto per la morte di Jesús de Miguel Alameda, attaccante del Tenerife, deceduto a soli 30 anni dopo un violento scontro di gioco con il portiere dell'Andorra, Jesús Owono. L'incidente è avvenuto lunedì 2 novembre, durante una partita della seconda divisione spagnola disputata allo stadio Heliodoro Rodríguez López, nelle isole Canarie.

Il calciatore era stato colpito al torace durante un contrasto nei minuti finali dell'incontro. Dopo essere crollato sul terreno di gioco, aveva perso conoscenza e subito un arresto cardiaco. I sanitari erano intervenuti immediatamente, riuscendo a rianimarlo prima del trasferimento in ospedale.

Le sue condizioni, inizialmente descritte come gravi ma stabili, sono peggiorate durante la notte. Alle 8 del mattino di martedì 3 novembre, il Tenerife ha annunciato ufficialmente il decesso.

La notizia ha provocato profonda commozione nel mondo del calcio spagnolo, dove società, calciatori e istituzioni sportive hanno espresso vicinanza alla famiglia.

Lo scontro al 98° minuto, poi il silenzio dello stadio

La partita tra Tenerife e Andorra era arrivata agli ultimi minuti di recupero. Il risultato era fermo sul 2-2, dopo una rimonta della formazione ospite.

Durante un'azione di contropiede, Jesús de Miguel si è lanciato verso un pallone lungo nella zona di centrocampo.

Il portiere avversario Jesús Owono, uscito molto lontano dalla propria area di rigore per anticipare l'attaccante, ha tentato di intervenire sulla traiettoria del pallone.

I due giocatori si sono scontrati violentemente. Il ginocchio del portiere ha colpito il torace di De Miguel, provocando un impatto che si è rivelato gravissimo.

L'attaccante è caduto sul prato e ha perso conoscenza poco dopo il contrasto.

I compagni di squadra e gli avversari hanno immediatamente richiamato l'attenzione dell'arbitro e dei sanitari, comprendendo la gravità della situazione.

Il direttore di gara, Manuel Ángel Pérez Hernández, ha espulso Owono per l'intervento, mentre i soccorsi entravano sul terreno di gioco.

Il portiere, che inizialmente si stava dirigendo verso gli spogliatoi, è tornato sui propri passi dopo essersi reso conto delle condizioni dell'avversario.

In pochi istanti l'atmosfera dello stadio è cambiata. Le proteste e la tensione agonistica hanno lasciato spazio alla preoccupazione.

I soccorsi in campo e l'arresto cardiaco

I medici hanno assistito Jesús de Miguel direttamente sul terreno di gioco per diversi minuti.

Il calciatore è stato sottoposto a manovre di rianimazione in seguito all'arresto cardiaco verificatosi dopo il trauma.

L'intervento del personale sanitario ha consentito di ristabilire l'attività cardiaca, rendendo possibile il trasferimento in ambulanza all'Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria, a Santa Cruz de Tenerife.

De Miguel è stato ricoverato in terapia intensiva.

Il primo comunicato diffuso dal Tenerife parlava di condizioni gravi, ma stabili. Il calciatore, tuttavia, non aveva ripreso conoscenza.

La partita è stata definitivamente sospesa al 108° minuto, dopo una lunga interruzione necessaria per consentire i soccorsi.

Il risultato era ancora sul 2-2, ma ormai nessuno dei protagonisti era nelle condizioni di pensare alla ripresa del gioco.

Il peggioramento nella notte e la morte alle 8

Durante la notte tra lunedì e martedì, le condizioni neurologiche dell'attaccante sono peggiorate.

Il club ha comunicato l'aggravamento attraverso un aggiornamento ufficiale, mentre tifosi e società sportive continuavano a seguire con apprensione le notizie provenienti dall'ospedale.

Nella mattinata del 3 novembre è arrivato l'annuncio della morte.

Il CD Tenerife ha confermato che Jesús de Miguel Alameda è deceduto alle ore 8.

Nel messaggio pubblicato dalla società, i dirigenti hanno espresso il dolore dell'intero ambiente sportivo, sottolineando l'impossibilità di trovare parole capaci di alleviare la sofferenza della famiglia e delle persone più vicine al calciatore.

La famiglia ha ringraziato per le numerose manifestazioni di affetto ricevute e ha chiesto il massimo rispetto della propria riservatezza.

Chi era Jesús de Miguel, l'attaccante morto a 30 anni

Nato a Madrid nel 1996, Jesús de Miguel Alameda aveva costruito la propria carriera nel calcio spagnolo attraverso un lungo percorso nelle categorie professionistiche e semiprofessionistiche.

Aveva iniziato nel settore del Leganés B nel 2015, prima di vestire le maglie di diverse società.

Tra le esperienze più significative figurano quelle con Navalcarnero, Unionistas de Salamanca e Castellón.

Proprio con il Castellón aveva proseguito il percorso che lo aveva portato a confrontarsi con il calcio professionistico.

Nell'estate del 2025 era arrivato al Tenerife, diventando un elemento importante del reparto offensivo.

Nella stagione precedente aveva realizzato 11 reti, contribuendo al percorso sportivo della formazione delle Canarie.

A 30 anni si trovava in una fase della carriera nella quale esperienza e continuità di rendimento rappresentavano qualità preziose per la squadra.

La sua morte interrompe improvvisamente una storia sportiva costruita attraverso anni di lavoro nei campionati spagnoli.

Il calcio spagnolo si ferma per ricordarlo

La notizia del decesso ha suscitato una reazione immediata da parte delle istituzioni calcistiche.

La Federazione calcistica spagnola ha disposto il rinvio delle partite previste per martedì 3 novembre, comprese quelle delle competizioni nazionali maschili e femminili.

È stata inoltre annullata la presentazione dell'incontro della nazionale spagnola Under 21 contro il Giappone.

Il provvedimento rappresenta un segnale di cordoglio verso la famiglia, i compagni e l'intera comunità del Tenerife.

Anche importanti società della Liga, tra cui Real Madrid e Barcellona, hanno espresso pubblicamente le proprie condoglianze.

Il Tenerife ha ricevuto messaggi di solidarietà da numerosi club e protagonisti del calcio nazionale.

La dinamica dell'incidente e gli interrogativi sulla sicurezza

L'impatto tra De Miguel e Owono è avvenuto durante un'azione di gioco nella quale entrambi i calciatori cercavano di raggiungere il pallone.

Il portiere si era spinto molto lontano dalla propria area e aveva tentato un intervento in corsa, entrando in contatto con l'attaccante.

L'espulsione decisa dall'arbitro riguarda la valutazione disciplinare dell'azione, ma non equivale all'accertamento di eventuali responsabilità ulteriori.

Le immagini documentano la violenza dello scontro, mentre le conseguenze mediche sono state rese note attraverso le comunicazioni del club e le ricostruzioni delle testate spagnole.

Il caso richiama l'attenzione sull'importanza della presenza di personale sanitario specializzato e della disponibilità di strumenti di rianimazione durante le competizioni sportive.

Gli interventi tempestivi possono essere determinanti nelle emergenze cardiache, anche se non sempre riescono a evitare conseguenze fatali.

Non sono stati comunicati elementi sufficienti per formulare valutazioni autonome sulle cause cliniche del decesso oltre a quanto riferito dalle fonti ufficiali e giornalistiche.

Il dolore di una squadra e di un'intera città

Per Santa Cruz de Tenerife e per i tifosi della squadra, la morte di De Miguel rappresenta una perdita che va ben oltre il risultato di una partita.

L'attaccante era arrivato nelle Canarie da poco più di un anno, ma aveva già contribuito alla vita sportiva della società.

Il contrasto con Owono, avvenuto in una normale azione di contropiede, ha trasformato una serata di campionato in una tragedia.

Restano le immagini dei compagni che chiedono disperatamente l'intervento dei sanitari, dello stadio improvvisamente ammutolito e dei giocatori di entrambe le squadre riuniti attorno all'attaccante.

La decisione di sospendere l'incontro ha riconosciuto una realtà evidente a tutti i presenti: in quel momento il calcio non poteva continuare.