Il Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco non demorde ed oggi ha fatto pervenire l'ennesima richiesta di equiparazione economica stipendiale e retributiva con gli altri corpi dello Stato. Il documento è stato inviato al Prefetto di Napoli da Michele Coppola, segretario provinciale del Conapo di Napoli e al suo interno contiene sono indicati i costi e le proposte di reperimento delle risorse senza mettere mano nelle tasche degli italiani.
In pratica, nel documento sono prospettate le soluzioni per equiparare economicamente i vigili del fuoco ai corpi di polizia. Una battaglia portata avanti da tempo dal sindacato autonomo e che oggi potrebbe trovare una soluzione proprio grazie all'idea di aumentare gli stipendi senza però gravare sulla collettività.
“I vigili del fuoco - si legge dal documento – rischiano la vita come e più degli altri appartenenti ai corpi dello Stato e sono impegnati nel pronto intervento operativo dal giorno dell'assunzione sino al giorno della pensione. Un servizio in favore della collettività che è innegabilmente ed altamente usurante. Nonostante ciò – spiegano – questa ineluttabile realtà siamo il Corpo meno retribuito e senza le tutele previdenziali riconosciute come nel caso di chi effettua servizi operativi nelle forze dell'ordine”. E rivolgendosi al Prefetto per chiedere di essere il tramite delle richieste con il governo, il Conapo precisa anche: “Dai documenti de Le inviamo si evince che non chiediamo nessun privilegio ma la parità di trattamento con gli altri professionisti che si occupano della sicurezza”. Da decenni i vigili del fuoco soffrono della sperequazione e per questo il Conapo chiede di essere inglobati “nel comparto sicurezza o in subordine di provvedere ad emanare norme specifiche per l'equiparazione retributiva e pensionistica”. Una nota triste, caratterizza un passaggio del documento: “Siamo sinceramente stanchi di elogi, belle parole, medaglie e passerelle politiche in tutte le occasioni in cui i vigili del fuoco hanno dato lustro alla Nazione. E' arrivato il momento di gratificarci anche accogliendo le nostre richieste”.
Alessandro Fallarino
