Foto per gioco diventa fake. "Ma quale banda dei Quartieri!"

Il caso: si era parlato di paurosa baby gang invece si tratta di un gruppo di bambini in posa

foto per gioco diventa fake ma quale banda dei quartieri

Foto e atteggiamenti postati per gioco. Si trattava di una sorta di provino per fare le comparse scattata mesi prima, poi postata sul proprio profilo. Rilanciata da un portale è diventata un caso nazionale

Napoli.  

 

di Siep

Quella foto rimbalzata di sito in sito, di tv in tv, di giornale in giornale. Nel mondo. Eppure si tratta di un fake. Lo svela un servizio di Giulio Golia de Le Iene, che è andato nei Quartieri Spagnoli per scoprire la verità su una presunta baby gang diventata famosa, inconsapevolmente. Ma, in realtà, non esisteva alcuna banda dei quartieri, nonostante la foto postate e lo spietato adagio: facimm paura, (facciamo paura, ndr).

Una foto, come hanno spiegato i protagonisti, realizzata nel corso di un casting per fare da comparse. Quella stessa foto era stata postata da uno dei ragazzini diventando un vero e proprio caso mediatico. Si atteggiavano a piccola banda di spietati ragazzini, in realtà come dimostrato da Giulio Golia hanno tutti rimediato una sana punizione, ma sono spaventati per essere passati per qualcosa che, in realtà, proprio non solo. 

«Non siamo la banda della Parrucchiella ma solo un gruppetto di amici». Insomma quelle che sembrano mazze e pistole sono giochi e mazze di scope, rimediate per la foto a modi boss. Il modello è sbagliato certo, ma la notizia veicolata attesterebbe una realtà fasulla. Ogni genitore ha portato il proprio figlio all'appuntamento con Golia, ognuno di loro ha raccontato i giorni di inferno dei piccini, spaventati per la ridondanza del caso. «Non siamo una banda, vogliamo fare i calciatori e sappiamo la differenza tra bene e male - hanno detto in tv».

Tra i vicoli sembra non si parli d’altro: «State facendo passare i quartieri per un posto che fa paura, io non la vedo qui questa delinquenza», urla una donna in strada. «Signora, se dite che le babygang non esistono state sbagliando», replica un ragazzo.

Ma su un punto sono tutti fermamente d’accordo: quelli ritratti nella foto non sono criminali, sono bravi ragazzi. E a confermarlo sono proprio i genitori, «Sono bravi bambini, non so come abbiano potuto fare questo. Sono stati tutti puniti per questa foto». «Effettivamente questi bambini, man mano che li incontriamo, non ci sembrano proprio dei delinquenti» ironizza Golia. Francesco, Salvatore e poi Luigi vengono fuori uno dopo l’altro. «Ij so chist!», «Ij chistu ‘cca!» dichiarano i piccoli indicando la foto e raccontando di averle prese di santa ragione dalle mamme per quello scatto.

Divertito e commosso il cronista de Le Iene li ha ascoltati dimostrando come le famiglie e il rione abbiano sonoramente rimproverato i ragazzini per aver postato quella foto che aveva scatenato l'irreale caso della banda dei quartieri della Parrocchiella. 

 Non esiste alcuna baby gang, la foto è finta e tutto quello che ne è derivato è solo un grande caso mediatico costruito dai giornalisti. “Questa foto è una fake news“.

La fotografia infatti è stata pubblicata due anni fa, anche se nell’articolo si legge che la banda si sarebbe formata l’anno scorso. I bambini protagonisti dello scatto sono tutti “bravi ragazzini” e sono disposti a spiegare il motivo per cui è stato inventato un caso sul nulla:

“Un giorno un giornalista ci ha fermati con le telecamere e diceva che uscivamo in televisione se facevamo la foto. Ci disse che era una foto provino per Gomorra. Così noi siamo andati a prendere mazze di scopa, pistola a piombini e coltelli di plastica. La foto ce l’ha mandata e poi un ragazzino di noi l’ha pubblicata su Facebook, così è successo tutto questo macello”.

I genitori dei bambini inoltre raccontano che questo caso mediatico costruito dai giornalisti ha spaventato enormemente i ragazzini che, intimoriti dalla polizia o dagli assistenti sociali, hanno vissuti dei gironi di vero terrore.