Quasi ogni giorno ci imbattiamo sul web in articoli che celebrano le nuove e straordinarie applicazioni delle tecnologie più innovative, dalla realtà virtuale a quella aumentata. La maggior parte di questi progetti riguardano videogiochi ed entertainment , ma se fosse la cultura invece a sfruttare al massimo e con successo queste novità? Napoli ci ha pensato a fondo e ha dato vita a numerosi progetti che coinvolgono la rete museale della città con l’obiettivo di rendere la fruizione dei contenuti culturali più partecipativa. I musei diventano un luogo di intrattenimento, nel senso che sono finalmente capaci di attirare le persone e intrattenerle con contenuti digitali informativi e accattivanti. L’impiego della realtà virtuale ha permesso al MAV di Ercolano di proporre un percorso digitale attraverso l’antica città per visitarne piazze, strade e l’interno delle sue abitazioni così come si presentavano prima della disastrosa eruzione. Questi strumenti offrono una visione unica di come doveva apparire la città nella sua straordinaria bellezza.
La dimora storica di Palazzo San Teodoro, a pochi passi dal mare, offre una proposta suggestiva e coinvolgente grazie agli occhiali per la realtà aumentata. Uno spettacolo unico con un’accurata ricostruzione del quartiere Chiaia e della Real Villa al tempo del piano di riqualificazione di epoca borbonica. Quello che colpisce nell’impiego di simili dispositivi è il balzo in avanti effettuato dagli addetti ai lavori sia in termini di dettagli sia in quello non meno importante della narrazione. Lo spettatore infatti partecipa dei contenuti culturali proprio come se partecipasse ad un videogioco: l’apprendimento avviene attraverso l’intrattenimento. Una simile strategia permette ai musei di offrire ai turisti contenuti decisamente più coinvolgenti della visita tradizionale, con il vantaggio di incuriosire quel pubblico che negli ultimi anni si era allontanato dalle sale dei musei.
Non è un caso che a Pozzuoli abbia la propria sede lo IUDAV (Istituto Universitario Digitale di Animazione e Videogiochi) scuola che si propone di formare professionisti nel settore del gaming: dallo sviluppatore di software allo sceneggiatore. Il videogioco, meglio se virtuale, interattivo e online diventa così uno strumento valido per attrarre nuove visite. L’interattività rappresenta infatti uno dei punti di forza della nuova offerta ludica, impiegata soprattutto dalle piattaforme di gioco online per attrarre nuovi utenti. Ecco allora che operatori come PokerStars Casino hanno ampliato la loro offerta ludica con una lista dei giochi più famosi per casinò ora anche in versione live. Questo perché in fondo un giocatore non è diverso da un turista: entrambi amano divertirsi e se il gioco così come il museo diventa virtuale, allora il divertimento è assicurato. La stessa Tate Gallery di Londra ha sviluppato mappe digitali in stile Minecraft (un popolare videogame open world) delle principali opere d’arte presenti nella sua collezione, permettendo ai visitatori di fruire dei contenuti culturali da ogni parte del mondo.
Ma se parliamo di sviluppo di videogiochi in chiave culturale il colpo da maestri è stato messo a segno proprio a Napoli dal Museo Archeologico Nazionale, unico al mondo ad aver sviluppato un videogame: Father and Son. Si tratta di un appassionante percorso tra passato e presente, un’avventura che inizia con una lettera che un figlio riceve dal padre: un famoso archeologo scomparso in circostanze misteriose. Da questo incipit prende avvio un’avventura videoludica dall’antico Egitto fino ai giorni nostri. Questa è una conferma di come nuovi visitatoti possono essere attirati nelle sale dei musei grazie proprio a quegli strumenti che sembravano averli allontanati. Le iniziative portate avanti dalla rete museale della città di Napoli sono importanti perché dimostrano come le idee innovative possono veicolare in maniera efficace i contenuti digitali.
