L'inferno urbano di Piazza Garibaldi

Tra i cantieri del nuovo parco alla Stazione Centrale, degrado, illegalità e povertà regnano.

l inferno urbano di piazza garibaldi
Napoli.  

Da alcuni giorni sono iniziati i lavori per il parco urbano di Piazza Garibaldi, un progetto che prevede la piantumazione di 300 piante, la costruzione di svariati campi di calcetto, un playground di basket e un anfiteatro per spettacoli all’aperto. 
Un sogno se si pensa a cosa è oggi Piazza Garibaldi. Un inferno urbano tra il traffico disordinato e bloccato dai cantieri infiniti, gli ambulanti abusivi, i senza tetto che trovano riparo dal freddo negli anfratti coperti della piazza, prostituzione e ogni tipo di attività illecita.
Proprio ai margini del cantiere del nuovo parco urbano si radunano gruppi di giovani stranieri che attendono forse qualche caporale che li prenda a lavorare per qualche impresa edile. 

A piazza Garibaldi si ritrova di tutto, ogni genere di umanità ai margini sociali e mentre i lavori vanno avanti spediti la realtà circostante continua a trasformarsi e a subire un processo di degrado che sembra inarrestabile. 
Nelle stradine che si aprono sulla piazza si ritrova una fitta rete di ristoranti etnici e, proprio difronte a quello che per decenni è stato il palazzo della CGIL napoletana, si trovano alberghi alquanto equivoci davanti ai quali stazionano sentinelle che controllano il passaggio e il via vai frenetico della strada. 
I mercati che si ritrovano sia verso via Galileo Ferraris che verso piazza Mancini, sono un cumulo di accozzaglie e di cocci usati, per la maggior parte ripresi dalla spazzatura e rimessi in commercio da chi ha svolto il lavoro al posto dell’Asia.
In questa piazza che dovrebbe essere il biglietto da visita di Napoli a chi arriva da fuori, oggi c’è già un vero parco urbano che mette in vetrina le sofferenze, le disuguaglianze e le sofferenze sociali, economiche e politiche di questa città.

Nella città dell’accoglienza e delle rivoluzioni i migranti restano invece in una condizione di marginalità assoluta che li rende facili prede per la criminalità organizzata. Nella città dei beni comuni, gli ambulanti abusivi corrono in largo e in lungo per vendere la loro merce di dubbia provenienza. Nella città delle targhe alla memoria, dei cambi dei nomi delle strade e dei revanscismi meridionali, l’illegalità vive in superficie senza che nessuno intervenga. 
Piazza Garibaldi è il simbolo di una Napoli che può sprecare l’ennesima occasione ma può diventare anche il simbolo di una Napoli capace di vivere finalmente in maniera convinta un processo di ripristino del decoro urbano che potrebbe rappresentare il primo passo per ridare dignità, decoro e ordine ad uno dei centri della città.