Stalking e percosse: storia denunciata al centro antiviolenza

Finito l'incubo di una 43enne di Casalnuovo che ha fatto condannare l'ex compagno grazie al comune

Napoli.  

Stalking, percosse, violenze ripetute. L’incubo di una 43enne casalnuovese è finalemente terminato a seguito della sentenza che condanna l’ex compagno ad un anno e quattro mesi di reclusione. Una storia complessa, quella della donna, che ha resistito a ripetute violenze prima di rivolgersi al centro comunale Antiviolenza del Comune di Casalnuovo di Napoli. Oltre all’assistenza psicologica ed al sostegno in fase di accompagnato in questo percorso, la donna è stata assistita legalmente dall’avvocato Nunzia Cerbone.

Vietato abbassare la guardia. “Sono molto contenta – ha dichiarato il legale – adesso non dobbiamo abbassare la guardia. Continueremo il lavoro con la donna, vittima anche di violenza assistita, e cercheremo di guidarla fuori da questa spirale che l’ha travolta per anni.  Risale alla scorsa settimana il deposito del dispositivo di sentenza con il quale l’uomo, denunciato dalla compagna e colto in flagranza dalle forze dell’ordine, è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione.

Segnale importante per le donne. “Il nostro centro Antiviolenza rappresenta un’ eccellenza per il territorio – ha dichiarato il sindaco Massimo Pelliccia – quando la mia amministrazione si è insediata tutte queste violenze erano insabbiate. Con un lavoro di sensibilizzazione ed informazione capillare siamo riusciti a far capire alle donne che non sono sole. L’attività del centro ha consentito di far emergere e contrastare i soprusi e le violenze subite da oltre 70 donne. Speriamo che queste storie servano a far capire a chi soffre che liberarsi dalla violenza è possibile. “Questa condanna – ha aggiunto il primo cittadino – è un segnale importante per le donne che nel silenzio quotidiano subiscono maltrattamenti: è la prova che non si è soli e che giustizia può essere fatta”. 

I lavori per una casa rifugio. Intanto, tra qualche settimana, grazie ai fondi del Pon Legalità, partiranno i lavori per la realizzazione di una casa rifugio, con annesso consultorio e ludoteca per i bambini, all’interno di un bene confiscato ala criminalità organizzata. “Un progetto che ci rende orgogliosi – ha concluso il Sindaco – che a breve consentirà di ospitare quelle donne costrette ad allontanarsi da casa per sfuggire ad una quotidianità scandita da episodi di violenza.