Rifiuti, è già emergenza. Code agli Stir e cumuli per strada

Compattatori in coda da due giorni a Giugliano, venerdi vertice alla Regione

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La situazione è più grave di quello che ci si aspettava. Anche perché nel frattempo non si è riusciti a trovare soluzioni alternative per lo stoccaggio mentre Comuni, Regione ed enti d'ambito giocano a scaricabarile

Napoli.  

L’incubo è lo stop, ampiamente annunciato, per 35 giorni dell’inceneritore di Acerra, il principale sbocco delle balle che escono dagli stir. L'impianto chiude a settembre per manutenzione ma in Campania siamo già in emergenza. A Napoli le strade sono invase dai sacchetti, tanto che gli autobus non possono effettuare le fermate nelle piazzole piene di rifiuti, mentre allo Stir di Giugliano da due giorni ci sono più di 40 compattatori in fila in attesa di sversare l'indifferenziato.

La situazione è più grave di quello che ci si aspettava. Anche perché nel frattempo non si è riusciti a trovare soluzioni alternative per lo stoccaggio mentre Comuni, Regione ed enti d'ambito giocano a scaricabarile.

Il sindaco De Magistris accusa De Luca: "Ci aspettiamo che la Regione faccia la sua parte" ha dichiarato. Il Governatore dal canto suo ricorda che oggi l'interlocutore istituzionale per il ciclo dei rifiuti non è più la Regione Campania ma gli enti d'ambito e le società provinciali, perché da due anni per legge la gestione del ciclo dei rifiuti è stata trasferita a loro.

Alla Sapna, la società provinciale che gestisce gli stir napoletani, fanno sapere che si sta lavorando. Ieri sono arrivate tre offerte per la gara bandita in vista dello stop di Acerra: 20 mila tonnellate da smaltire fuori regione per liberare gli impianti. In tutto sono 75 mila le tonnellate da sistemare entro settembre. Venerdì, si farà il punto della situazione a Palazzo Santa Lucia con le società provinciali e gli enti d’ambio convocati dal vicepresidente Fulvio Bonavitacola. Intanto continua la caccia ai siti di stoccaggio provvisori da individuare entro fine mese. Ma ogni volta che si individua un territorio o un comune scatta la protesta e la levata di scudi, e nessun sindaco vuole rischiare di perdere consensi tra i suoi elettori col dubbio, più che legittimo, che una volta accettati i rifiuti l'emergenza diventi cronica, come è già accaduto negli anni passati.

Un cane che si morde la coda, una strada senza uscita. Ma nel frattempo I costi di tutto questo già si riversano sui cittadini. Dopo un turno di 7 ore ad aspettare in fila, un autista accumula ore di straordinario se non viene sostituito: buste paga che finiscono inesorabilmente in bolletta.