La situazione dei carceri a Napoli e in Campania ha rappresentato da sempre un argomento spinoso. Spesso si è discusso delle condizioni di vita dei detenuti. Oggi abbiamo provato, parlando con Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (USPP), a capire qual è la condizione di vita di chi nelle carceri ci opera quotidianamente, di quegli agenti che rappresentano, come dice il segretario, “l’ultimo baluardo di legalità all’interno strutture carcerarie”
Quali sono i maggiori problemi con i quali gli agenti si devono confrontare?
“I mali da curare sono senza dubbio la carenza di organico e il sovraffolamento. innanzitutto c’è un problema di mancanza di organico. Su scala nazionale mancano 7mila agenti dei quali ben 600 in Campania, gli organici sono dunque ridotti all’osso. La legge Madia ha tagliato tanti posti in pianta organica regionale e a risentirne particolarmente sono Poggioreale dove mancano almeno 150 agenti e Secondigliano dove ne mancano un centinaio. Poi c’è da fare i conti con il sovraffollamento che rappresenta un’altra criticità del sistema carcerario napoletano. Abbiamo un surplus che si aggira attorno al 25-30%. A Poggioreale ci sono circa 2.200 detenuti per una capienza regolamentare di 1.600 e a Secondigliano su una capienza di 900 sono detenute 1.500 persone”.
Spesso il mondo del carcere viene descritto come una realtà divisa, da una parte i detenuti e dall’altra gli operatori. Qual è la situazione reale?
“La Polizia Penitenziaria è l’ultimo baluardo di legalità all’interno strutture carcerarie. L’agente penitenziario che vive il carcere h24 va a sopperire alle varie carenze che purtroppo esistono nel sistema carcerario. Mancano spesso ruoli fondamentali come gli educatori, gli operatori di sostegno, i medici e gli psichiatri e l’agente diventa ricettivo di tutte queste mancanze. Non a caso infatti gli agenti di Polizia Penitenziaria sono soggetti alla sindrome del burnout con una frequenza maggiore rispetto agli altri lavoratori”
Quali sono le soluzioni che come USPP avete individuato e che proverete a realizzare attraverso il lavoro sindacale?
“Le ho detto che i mali da curare sono la carenza di organico e il sovraffolamento. Le medicine ci sono. Ci vuole, da parte del governo nazionale, un piano di assunzioni che possa portare almeno all’ingresso di 3mila nuovi agenti cosi da iniziare a sopperire ad una mancanza nazionale di 7mila. Noi come USPP, in coordinamento e sinergia tra la segreteria regionale e quella nazionale, stiamo portando avanti una battaglia sugli organici che vanno assolutamente rinforzati perché al momento sono altamente carenti nei numeri e questo pesa su chi lavora in perenne emergenza. Sulla questione del sovraffollamento ci vuole un piano per nuove strutture che devono essere funzionanti per poter decongestionare i carceri sovraffollati. Su questo a noi interessa capire a che punto sono i lavori della nuova struttura carceraria di Nola. Una realtà fondamentale che servirebbe a decongestionare il carcere di Poggioreale. In ultima analisi chiediamo al governo il rinnovo del nostro contratto ormai scaduto da un anno e mezzo e per questo abbiamo chiesto di convocare un tavolo con le parti sociali per un chiudere un contratto nazionale che è una priorità che abbiamo messo in agenda”.
La nomina di Pietro Ioia a garante dei detenuti ha sollevato forti polemiche. Voi come USPP che posizione avete preso?
“Guardi ribadisco, per fare chiarezza, che non abbiamo criticato il nome di Ioia ma abbiamo criticato il metodo e il bando. Come Sindacato abbiamo chiesto ufficialmente al sindaco de Magistris di annullare la nomina perché siamo convinti che non rispetti le norme e i requisiti. Oltre al fatto che avevano presentato domanda figure sicuramente più idonee e con maggiore esperienza di Ioia, a partire da medici che hanno operato all’interno del sistema penitenziario napoletano. In altre città italiane, a differenza di Napoli, per scegliere una figura così importante sono state valutate le competenze dei candidati nelle materie giuridiche e la loro integrità morale. Per questo siamo profondamente critici nei confronti di questa nomina e abbiamo chiesto come USPP nazionale al ministro di impugnarla e farla decadere. Un garante deve essere al di sopra delle parti e dei sospetti”.
