Emergenza sanità a Napoli: 150mila persone senza medico e ospedali al collasso

Caos pronto soccorso: mancano medici di famiglia

emergenza sanita a napoli 150mila persone senza medico e ospedali al collasso
Napoli.  

 

Una tempesta perfetta sta travolgendo la sanità napoletana in questi primi giorni di gennaio. Da un lato, il picco di polmoniti influenzali che spinge migliaia di persone verso gli ospedali; dall'altro, un territorio sguarnito dove circa 150.000 cittadini della provincia di Napoli si ritrovano senza un medico di famiglia. È il grido d'allarme lanciato oggi dall'Ordine dei Medici (Omceo) di Napoli, che punta il dito contro i ritardi burocratici nelle assegnazioni dei camici bianchi, responsabili di aver trasformato i pronto soccorso cittadini in imbuti senza via d'uscita.

Il corto circuito tra territorio e ospedale

Il problema non è solo l'aggressività del virus influenzale di quest'anno. La crisi nasce da un "combinato disposto" letale: quando il cittadino non trova risposta nel proprio quartiere, l'unica alternativa diventa la corsia d'emergenza.

"Da settimane assistiamo a un sovraccarico dei pronto soccorso", spiega Bruno Zuccarelli, presidente dell'Omceo Napoli. "Molti pazienti, anche per patologie che potrebbero essere gestite tranquillamente a casa, sono costretti a correre in ospedale perché il loro medico di base non esiste o non è stato ancora sostituito". In provincia, il vuoto assistenziale è enorme e i professionisti rimasti in trincea stanno cercando di assorbire l'urto con turni massacranti, operando in un silenzio che sa di rassegnazione.

Burocrazia e ritardi: la "falla" delle assegnazioni

Ma perché mancano così tanti medici? Secondo l'Ordine, la radice del male è nei ritardi accumulati dagli uffici preposti nella definizione delle cosiddette "zone carenti". Solo in queste ore le procedure si stanno sbloccando, ma i tempi tecnici della normativa rischiano di rendere vano l'intervento nell'immediato: i nuovi medici assegnatari hanno infatti fino a tre mesi di tempo per prendere effettivamente servizio.

Questo significa che, mentre l'ondata di polmoniti tocca il suo apice, la rete territoriale resta un colabrodo. Per Zuccarelli è indispensabile una sterzata immediata: "Gli uffici devono completare le assegnazioni al più presto. Senza una rete territoriale forte, l'intero sistema sanitario regionale è destinato a cedere sotto il peso di ogni singola ondata influenzale".

Mentre si attende che i nuovi dottori firmino i contratti, la pressione sui grandi ospedali dell'area metropolitana non accenna a diminuire. La sfida per le prossime settimane non sarà solo curare i malati, ma riuscire finalmente a colmare quei buchi negli organici che rendono il diritto alla salute un percorso a ostacoli per migliaia di napoletani.