Un volto di Cristo che colpisce e divide, carico di simboli e significati. È comparsa sulle pareti esterne della chiesa Gesù Divino Maestro, a Quarto, alle porte di Napoli, la nuova opera dello street artist Jorit, intitolata Figlio dell’Uomo.
L’immagine raffigura un Gesù dallo sguardo intenso e sofferente, lontano dall’iconografia tradizionale salvifica. Sul capo, la corona di spine si intreccia con una kefiah, il copricapo simbolo della causa e del popolo palestinese. Nell’iride sinistra, invece, è nascosto un dettaglio che amplifica il messaggio dell’opera: Guernica, il celebre dipinto di Pablo Picasso che denunciò gli orrori dei bombardamenti sulla popolazione civile durante la guerra civile spagnola.
Una scelta fortemente simbolica, che l’artista spiega apertamente. «Lo sterminio del popolo palestinese ha suscitato sdegno anche in una parte del mondo cattolico – afferma Jorit – e ho voluto sostenere chi ha preso una posizione, in un Paese dove la politica non condanna più ciò che sta accadendo».
Con Figlio dell’Uomo, l’obiettivo dell’artista è riportare la figura di Cristo alla sua dimensione più umana e universale: non solo Figlio di Dio, ma uomo tra gli uomini, incarnazione del dolore degli oppressi e dei popoli colpiti dalla violenza e dalla guerra. Una sofferenza che, nelle intenzioni di Jorit, diventa storica, concreta e attuale.
Il riferimento a Guernica rafforza ulteriormente questa lettura. «Il collegamento con il bombardamento di Guernica e con i nazisti è un accostamento che non faccio fatica a fare – sottolinea l’artista –. Lo sterminio del popolo palestinese lo considero uno dei crimini peggiori della storia umana, non solo per il numero di vittime, ma per la volontà di distruggere un popolo in quanto tale».
Per Jorit, la guerra a Gaza ha ormai superato la dimensione politica: «È diventata una questione etica e morale globale, che coinvolge tutti noi». Un messaggio potente, affidato a un’immagine destinata a far discutere e a interrogare chi la osserva, nel solco di una street art che si fa denuncia e presa di posizione.
