Un quartiere diviso in due. Da un lato le istituzioni a confronto nella sala consiliare della Municipalità per la seduta monotematica, dall'altro la lotta di comitati, residenti, attivisti e sindacati di base contro il progetto "che - dicono - tradisce anni di promesse".
Tensione altissima e scontri quando il corteo partito dalla stazione ferroviaria è arrivato di fronte all'imponente cordone di forze di polizia in assetto antisommossa.
Un poliziotto è rimasto ferito alla testa, un residente è stato fermato e poi rilasciato.
Cori e striscioni contro Manfredi e Meloni, i manifestanti hanno ribadito la loro contrarietà al progetto.
"La "partecipazione" millantata dal sindaco e dalla struttura commissariale era in realtà una convention tra partiti, con inviti a privati e organizzazioni costituite ad hoc. Di concerto con le forze dell’ordine i devastatori organizzati di Bagnoli hanno fatto ancora di peggio: blindato e transennato tutte strade di accesso alla municipalità, camionette di traverso per controllare gli accessi, pattugliamenti di funzionari di polizia in tutto il quartiere, centinaia di poliziotti mobilitati contro gli abitanti. Questa è la partecipazione del sindaco Manfredi, una partecipazione "meloniana", rappresentazione perfetta del partito unico che vuole sventrare Bagnoli per affari privati e speculativi", il duro atto d'accusa degli attivisti.
"Nessun piano puo essere portato sul territorio senza fare i conti con gli abitanti. L'unica partecipazione possibile è l'interruzione dei lavori. Fermiamo il disastro ambientale e sociale di Bagnoli. Non un passo indietro".
