Era il 26 aprile del 1986 quando nella centrale nucleare di Chernobyl esplose il reattore 4 all'ora locale 1:23 di notte: uno dei più gravi incidenti della storia dell'energia nucleare. Per la gestione di tale disastro furono impiegate risorse esose e tantissime persone.
In occasione del 40° anniversario della tragedia di Chernobyl, l’assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, ha incontrato in Sala Giunta due liquidatori ucraini, protagonisti degli interventi di gestione e contenimento dell’incidente nucleare del 1986.
La cerimonia in Sala Giunta a Napoli: il ricordo del disastro di Chernobyl
Un'iniziativa promossa dal Consolato Generale d’Ucraina a Napoli e realizzata con la collaborazione dell'associazione APS Dateci le Ali. L'evento, tenutosi quest'oggi presso Palazzo San Giacomo, ha rappresentato un momento di riconoscenza e memoria verso coloro che rischiarono la vita per contenere le conseguenze di quel disastro nucleare. Un gesto istituzionale di forte valore simbolico, che rafforza il legame tra Napoli e la comunità ucraina.
I due protagonisti ospitati a Napoli sono stati Volodymyr Chartorynskyi (1960), medico e colonnello del servizio medico delle Forze Armate ucraine, che partecipò alle operazioni di liquidazione come terapeuta-radiologo del Distretto Militare dei Carpazi, e Serhii Vashchuk (1961), ufficiale in congedo delle Forze Armate ucraine, coinvolto nelle attività di decontaminazione con il 39° Reggimento di difesa chimica dello stesso Distretto.
Ad entrambi è stato, inoltre, consegnato il crest della città di Napoli, in segno di riconoscenza per il loro servizio e sacrificio.
Le parole dell'Ass. Santagada
L'Ass. alla Salute e al Verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, ha omaggiato gli ospiti nel corso di questa cerimonia. Di seguito le sue parole:
«La città di Napoli esprime la propria vicinanza al popolo ucraino, non solo nel ricordo dell’anniversario del disastro di Chernobyl, ma anche per la tragedia più recente rappresentata dall’invasione russa. Questa ricorrenza ci richiama a una riflessione fondamentale: la tecnologia può migliorare la vita delle persone se usata in sicurezza, va quindi governata con responsabilità e messa al servizio dell’umanità».
