Napoli, un altro rogo a Poggioreale, l'appello dei residenti: ora basta

Incendio in un capannone nel pressi del Caramanico. È il secondo rogo in 48 ore

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La Municipalità chiede un tavolo di crisi per i rifiuti tossici

Napoli.  

Una densa e acre colonna di fumo nero si è levata questo pomeriggio, sabato 30 maggio, sopra l’area industriale di Napoli Est. Un vasto incendio ha avvolto un capannone abbandonato nei pressi del mercato del Caramanico, nella zona di Poggioreale, a pochi passi dal nodo nevralgico di Gianturco. L’allarme è scattato intorno alle prime ore del pomeriggio. Sul posto sono confluite tempestivamente le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Napoli, coordinate dal Comandante Giuseppe Paduano, impegnate in un complesso intervento di spegnimento e messa in sicurezza della struttura.

Un territorio sotto scacco

La frequenza degli episodi desta profonda inquietudine. Si tratta, infatti, del secondo incendio registrato nella zona di Gianturco in soli due giorni, dopo quello avvenuto nella mattinata di ieri. La ripetitività degli eventi solleva interrogativi inquietanti sulla matrice dei roghi e sulla vulnerabilità di un’area spesso bersaglio di sversamenti illeciti e occupazioni abusive. 

Il j’accuse della Municipalità: "Assenza di risposte"

Eliana Troise, consigliera della Municipalità, ha lanciato un duro attacco contro l'immobilismo istituzionale: «Tra ieri e oggi siamo di fronte ai primi roghi tossici del primo caldo. Sono colpite sempre le stesse aree, abbandonate e prive di controllo. Siamo fermi allo stesso punto perché l’amministrazione non è in grado di attivare un tavolo permanente». La consigliera punta il dito contro la mancanza di una strategia di bonifica: «Anche per i roghi dello scorso anno non abbiamo più avuto notizie. L’area è rimasta semplicemente recintata, senza alcun progetto di recupero o riqualificazione, fatta eccezione per la proposta dello stadio avanzata da De Laurentiis».

L'appello: serve un tavolo interistituzionale

Le preoccupazioni riguardano soprattutto la natura dei materiali combusti. Il fumo nero, denso e acre, suggerisce la presenza di plastiche, pneumatici e solventi derivati dal petrolio, sostanze altamente tossiche se bruciate all'aria aperta.

«Chiediamo accertamenti immediati sull’origine dell’incendio odierno», prosegue Troise, invocando un intervento di sistema che coinvolga Comune, Regione e Governo. L’obiettivo è superare la logica dell’emergenza per passare a un piano di bonifica definitiva.