C’è un’immagine che oggi racconta la periferia orientale di Napoli meglio di qualsiasi cronaca: trecento volti di bambini e ragazzi illuminati dal fascio di luce di un proiettore. Al Cinema Pierrot di Ponticelli, l'unica sala superstite di un territorio che spesso sconta l'assenza di presidi culturali, la quarta edizione di "Catch the Moon" ha celebrato il suo rito finale. Non è stata solo una premiazione, ma un atto di resistenza poetica in cui il cinema d’animazione è diventato lo strumento per decodificare il mondo, trasformando gli studenti delle scuole locali in critici consapevoli e cittadini attivi.
Il riscatto culturale di una periferia che sogna
Sedersi tra le poltrone del Pierrot significa affermare un diritto alla bellezza che in quartieri come Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio è troppo spesso negato. Mariarosaria Teatro, presidente dell’associazione Gioco Immagine e Parole, lo dice senza giri di parole: la scelta del luogo non è neutrale. Esiste un racconto di Napoli Est che non passa per la cronaca nera, ma per l'impegno di scuole d'eccellenza, famiglie dignitose e presidi di partecipazione. "Catch the Moon" si inserisce in questa narrazione alternativa, dimostrando che investire in cultura in contesti difficili significa, prima di tutto, ricostruire la fiducia in una comunità che merita occasioni formative di respiro europeo.
Il linguaggio universale dell’animazione internazionale
Il respiro internazionale del festival ha portato a Ponticelli frammenti di mondi lontani, unendo idealmente Napoli alla Francia, al Portogallo, all'Iran e alla Romania. I cortometraggi vincitori, selezionati da giurie di studenti e tecnici, non sono stati scelti solo per la loro estetica, ma per la capacità di toccare temi universali. La Francia ha dominato la Giuria Scuola con le opere "Leap of Faith" e "The Bear and the Bird", mentre la Giuria Tecnica ha guardato a Est premia l’ironia e la profondità della Romania con "Grandpa is Sleeping" e la delicatezza del portoghese "Ana Morphose". Note di merito sono andate a produzioni iraniane e francesi, confermando che l'arte dell'animazione non conosce barriere linguistiche e sa parlare direttamente all'anima delle nuove generazioni.
Scuola e istituzioni per una nuova cittadinanza attiva
Il successo di questa iniziativa risiede nella sinergia tra il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola e il tessuto locale. L’assessora Chiara Marciani ha sottolineato come il festival sia un’occasione rara per avvicinare i giovani a questioni decisive attraverso la lente del cinema, valorizzando talenti inespressi in una città giovanissima come Napoli. È un parere condiviso dal mondo della scuola, rappresentato dalla docente Erica D’Antuono, che vede in "Catch the Moon" un'opportunità per i ragazzi di scoprire forme espressive alternative, dalla musica all’arte figurativa. In un’epoca dominata dal consumo passivo di immagini, insegnare ai ragazzi a "leggere" un cortometraggio significa dare loro la bussola per orientarsi con consapevolezza nel mare della realtà contemporanea.
