Papa a Pompei, il messaggio di pace: "Non rassegniamoci a immagini di morte"

Il Pontefice: "Illuminare quanti hanno speciali responsabilità di Governo"

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Pompei.  

Una piazza San Bartolo Longo gremita di fedeli, il raccoglimento davanti alle spoglie del fondatore del Santuario e un forte appello alla pace nel mondo. È il cuore della visita di Papa Leone XIV a Pompei, nel giorno dell’8 maggio, data simbolica sia per la Supplica alla Madonna del Rosario sia per il primo anniversario dell’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio.

Dopo l’arrivo in golf cart all’interno del Santuario, il Pontefice ha compiuto un intenso momento di venerazione davanti alle spoglie di San Bartolo Longo, inginocchiandosi in preghiera davanti alla tomba del fondatore della città mariana. Successivamente Papa Leone XIV ha salutato uno ad uno i numerosi malati presenti nel Santuario insieme ai loro accompagnatori, soffermandosi con parole e gesti di vicinanza.

Poco dopo il Santo Padre ha raggiunto piazza Bartolo Longo, completamente gremita per la celebrazione della Santa Messa e della tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei. Migliaia i fedeli arrivati da tutta la Campania e da diverse regioni italiane, mentre numerosi maxischermi sono stati installati nelle strade adiacenti per consentire a tutti di seguire la celebrazione.

La visita del Papa assume un significato particolarmente simbolico. L’8 maggio di un anno fa, infatti, Leone XIV veniva eletto Pontefice e, nel suo primo saluto dalla Loggia della Basilica di San Pietro, ricordò proprio la Supplica alla Madonna di Pompei: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei”, disse allora il neo Papa, affidando il suo ministero all’intercessione di Maria.

Quest’anno ricorre inoltre il 150esimo anniversario della posa della prima pietra del Santuario, avvenuta l’8 maggio 1876 alla presenza di San Bartolo Longo, figura più volte richiamata dal Pontefice durante la visita.

Nell’omelia pronunciata durante la Messa, Papa Leone XIV ha rivolto un accorato messaggio contro le guerre e le violenze che segnano il mondo contemporaneo.

“Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”, ha affermato il Santo Padre. “Da questo Santuario, che San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, eleviamo con fede la nostra Supplica”.

Il Papa ha quindi invocato “un’effusione sovrabbondante di misericordia” capace di “toccare i cuori, placare i rancori e gli odi fratricidi” e di illuminare “quanti hanno speciali responsabilità di governo”.

Parole forti quelle pronunciate dal Pontefice nel cuore della città mariana, concluse con un richiamo alla fede e alla speranza: “Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui”.