Una giornata divisa a metà tra la celebrazione di un’eccellenza internazionale e il richiamo alle criticità croniche della sanità di frontiera. Al centro della scena c’è l’ospedale Cardarelli di Napoli, che in occasione del convegno “Maxi emergenze grandi ustioni - Integrazione delle competenze e diffusione del know-how” ha incassato il riconoscimento ufficiale come centro di formazione europeo per la gestione delle grandi ustioni, ma è diventato anche il palco per fare il punto sulla riforma dei medici di base e sul sovraffollamento dei Pronto Soccorso.
Grandi ustioni: bastano 5 pazienti per mandare in crisi il sistema
La complessità della materia è stata tracciata con chiarezza da Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, che ha ricordato il recente e drammatico esempio di Crans-Montana:
«La gestione dei grandi ustionati è complessa e richiede un’altissima intensità di cura. Bastano anche solo cinque feriti gravi per mettere in crisi i sistemi sanitari regionali. Nessuno può farcela da solo, serve una rete vera tra ospedali, università e ASL».
In questo scacchiere, il Cardarelli assume un ruolo doppiamente strategico: logistico – diventando l’hub di riferimento per tutto il Sud-Est d’Italia, un'area storicamente carente di centri specializzati – e formativo, esportando le proprie competenze a livello europeo.
Un traguardo che riempie d'orgoglio il governatore della Campania, Roberto Fico: «Dobbiamo essere pronti alle grandi emergenze, sperando non accadano mai. Diventare formatori europei dimostra che il Cardarelli è un grande ospedale pubblico d’eccellenza». Orgoglio condiviso dal Direttore Generale dell'azienda ospedaliera, Antonio d'Amore, che ha sottolineato il peso della responsabilità e la necessità di "diffondere le competenze di altissimo profilo" presenti nella struttura.
Il grido d'allarme sul Pronto Soccorso: «Aprano altri presidi»
Ma la quotidianità del Cardarelli è fatta anche di pressione costante sui reparti d'emergenza. A margine del convegno, il DG d'Amore non ha nascosto le difficoltà strutturali legate al turnover dei pazienti:
«La nostra speranza è che con le case e gli ospedali di comunità si possa ridurre la pressione pre e post sul Pronto Soccorso. Abbiamo assoluto bisogno di aumentare il turnover nei reparti per drenare le persone dall'emergenza. Speriamo aprano altri Pronto Soccorso, forse non nelle immediate vicinanze, ma presidi capaci di dare una mano concreta al Cardarelli».
Riforma SSN, Fico: «Accordo sul decreto per i medici di famiglia, ma serve un testo condiviso»
A incrociarsi con le problematiche territoriali è anche il dibattito sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare per quanto riguarda la riorganizzazione della medicina generale. Sul tema è intervenuto direttamente il presidente Roberto Fico, confermando la linea di allineamento della Campania con le altre regioni.
«La posizione della Regione è in linea con tutta Italia: la Conferenza delle Regioni è d’accordo a fare passi in avanti sulla questione dei medici di famiglia», ha spiegato Fico, riferendosi ai tavoli ministeriali in corso con i sindacati. «Si sta lavorando a un testo che possa essere maggiormente condiviso. Stiamo andando avanti, siamo d'accordo con questo decreto ma puntiamo a un'intesa ampia».
