Crollo vela rossa, tragedia sfiorata a Scampia: sfollati, disagi e polemiche

Cominciano a rientrare i primi evacuati, corsa contro il tempo per ripristinare acqua e luce

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Due anni fa il dramma nella Vela celeste: "Abbiamo temuto il peggio"

Napoli.  

 

"Il palazzo ha oscillato, poi il buio totale e le urla in strada. Abbiamo temuto il peggio". Nelle parole di Giovanni, residente al quinto piano di via Pietro Gobetti, c'è tutto il dramma vissuto la scorsa notte dal quartiere Scampia. Intorno alle 22:30, il cedimento improvviso del vano ascensori della Vela Rossa - colosso di cemento in demolizione dallo scorso dicembre - ha scaricato tonnellate di detriti a pochi metri dalle abitazioni civili, trasformando una normale serata di maggio in un'operazione di evacuazione di massa. Il bilancio umano, per fortuna, non registra feriti, ma sono notevoli i disagi per la popolazione.

Ore 22:30: Il boato investe il quartiere. I detriti tranciano di netto una cabina elettrica secondaria di E-Distribuzione, piombando l'intero comparto nel buio più fitto.

Ore 23:00: Scatta l'evacuazione d'urgenza precauzionale. Un intero palazzo di 6 piani in via Gobetti 121 (Scala F) viene sgomberato: 47 nuclei familiari, per un totale di circa 300 persone, si ritrovano in strada in pigiama, senza sapere dove passare la notte.

Nella notte: La Protezione Civile regionale erige una tendostruttura d'emergenza supportata da due torri faro per illuminare l'area e fornire i primi generi di conforto a bambini e anziani sotto shock.

La mappa dei rientri: decine di residenti ancora fuori casa, oggi i pasti della refezione scolastica

La macchina dei soccorsi, coordinata dal Prefetto Michele di Bari e dal sindaco Gaetano Manfredi, ha avviato fin dalle 4 del mattino le verifiche di staticità sull'immobile adiacente per accelerare il ritorno alla normalità. I rilievi eseguiti dai Vigili del Fuoco (sul posto anche con le squadre speciali Usar per escludere la presenza di persone sotto le macerie) hanno confermato che il palazzo colpito dai detriti non ha riportato danni strutturali ed è in perfette condizioni statiche.

Grazie al via libera tecnico, la macchina dei rientri si sta muovendo secondo una precisa scaletta cronologica: già dalla mattinata la quasi totalità dei 300 sfollati ha ricevuto il via libera per rientrare progressivamente nei propri appartamenti. Restano temporaneamente fuori casa 12 nuclei familiari (55 residenti) della Scala F di via Gobetti. Sono assistiti nei gazebo della Protezione Civile in attesa degli ultimissimi controlli pomeridiani.
Entro la serata di oggi previsto il rientro completo e definitivo degli ultimi 55 sfollati nelle proprie abitazioni. Ma l'attenzione e il monitoraggio restano altissimi. "In caso di necessitaà siamo pronti a offrire assistenza e un tetto alle famiglie che eventualmente dovranno passare un'altra notte fuori" ha dichiarato l'assessore alla Protezione Civile della Regione Campania Fiorella Zabatta. 

Il piano di assistenza: Per mitigare il forte disagio, l'VIII Municipalità guidata da Nicola Nardella ha attivato la ditta della refezione scolastica per garantire i pasti caldi a tutte le persone rimaste fuori casa durante la giornata. Nel frattempo, i tecnici di ABC e Italgas hanno certificato l'integrità delle condutture idriche e del gas, mentre il personale Enel ha ripristinato l'erogazione elettrica nel comparto. Il Comune ha comunque avviato il censimento di alloggi alternativi qualora emergessero criticità strutturali improvvise.

L'inchiesta sui lavori e la rabbia dei comitati: "Questo rione non trova pace"

Mentre gli sfollati affrontano le ore più lunghe, la cronaca giudiziaria e politica accende i riflettori sulle responsabilità del cantiere. Il sindaco Manfredi ha ordinato alle imprese di "accelerare la demolizione definitiva della Vela Rossa", ribadendo che il piano di rigenerazione urbana ReStart Scampia (che prevede l'abbattimento di 5 Vele su 7 e la nascita di 433 nuovi alloggi green, orti sociali e scuole) non si fermerà.

Le rassicurazioni di Palazzo San Giacomo non bastano però a placare la protesta dei residenti, ancora scossi dal ricordo del tragico crollo del ballatoio della Vela Celeste di due anni fa (3 morti e 11 feriti). Omero Benfenati del Comitato Vele denuncia i ritardi: "Chiediamo con urgenza che l'abbattimento venga velocizzato ma in totale sicurezza. Le case intorno vanno protette subito".

Il sindacato si spinge oltre, parlando di "approssimazione e superficialità" nella conduzione di lavori così delicati a ridosso di palazzi abitati. In una nota congiunta, Cgil e Sunia Campania (Ricci e Giordano) hanno annunciato un piano di mobilitazione popolare, attaccando frontalmente il Piano Casa nazionale: "Le risorse stanziate dal Governo centrale sono del tutto inadeguate e insufficienti a coprire i tempi e la sicurezza dei cantieri nei quartieri popolari, scaricando l'intero peso e i rischi sui cittadini e sugli enti locali".

La Procura e i rilievi tecnici dovranno ora stabilire se il crollo del vano ascensori sia stato causato dalle vibrazioni dei macchinari di demolizione o da un cedimento strutturale prevedibile e non adeguatamente arginato.