Bonifiche, da Bagnoli all'America's cup: formazione nei siti della rigenerazione

Ecco il momento clou della tappa campana

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Il Master si inserisce tra le iniziative più avanzate di alta formazione dedicate alla transizione ecologica dei territori...

Napoli.  

Da un lato la Terra dei Fuochi, con 90 Comuni tra Napoli e Caserta, circa 1.100 chilometri quadrati di territorio, oltre tre milioni di abitanti potenzialmente esposti e 1.964 procedimenti di bonifica di competenza regionale, di cui 1.774 ancora in corso.

Dall’altro Bagnoli-Coroglio, ex area industriale in bonifica e oggi al centro della trasformazione che porterà Napoli a ospitare nel 2027 la 38ª America’s Cup, con le basi operative dei team internazionali proprio nel sito simbolo della rigenerazione urbana. Due fronti diversi, ma una stessa sfida per la Campania e per il Paese: trasformare territori segnati da criticità ambientali in luoghi di sicurezza, innovazione e nuovo sviluppo.

È dentro questa cornice che il Master universitario di II livello M-TERACS – Transizione ecologica e rigenerazione ambientale per comunità sostenibili, promosso dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ha portato a Napoli una due giorni di attività tra formazione avanzata, site visit e confronto istituzionale. Un passaggio pensato per mettere gli studenti e i partecipanti davanti ai luoghi in cui bonifiche, riconversione industriale e rigenerazione dei territori diventano scelte operative, tecnologie, procedure e responsabilità pubblica.

Il momento centrale della tappa campana è stato il workshop “Sinergie tra Università e Industria per la transizione ecologica e la rigenerazione ambientale”, ospitato a Villa Doria d’Angri e moderato da Silvia Paparella, General Manager RemTech Expo, l'hub tecnologico ambientale di Ferrara Expo, che ha accompagnato il dialogo tra università, istituzioni, enti tecnici e sistema industriale, valorizzando il ruolo della formazione avanzata nei processi di bonifica e rigenerazione ambientale.

Sono intervenuti, tra gli altri, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, prof. Antonio Garofalo; il Gen. D. CC Giuseppe Vadalà, Commissario Unico per la Terra dei Fuochi; il Gen. B CC Marcello Giannuzzi, Direttore C.A.S.D. – Ce.F.L.I.; l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, avv. Claudia Pecoraro; il Direttore Generale di ARPA Campania, avv. Luigi Stefano Sorvino; il prof. ing. Francesco Colangelo, ordinario dell’Università di Napoli Parthenope; e l’ing. Domenico Ruggiero, Direttore Politiche e Regolazione del settore Ambiente di Utilitalia.

Il Master si inserisce tra le iniziative più avanzate di alta formazione dedicate alla transizione ecologica dei territori, con un’impostazione che unisce didattica universitaria, competenze tecnico-operative e confronto diretto con i siti oggetto di bonifica e rigenerazione. Un modello pensato per formare figure civili e militari capaci di supportare amministrazioni, imprese e comunità nella gestione di processi ambientali complessi.

Alla sua prima edizione, M-TERACS ha una struttura fortemente applicativa: 60 CFU, durata annuale, sei università italiane coinvolte e un impianto didattico articolato in otto aree tematiche che vanno dalla legislazione ambientale alla caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati, dalla gestione delle discariche agli appalti, fino agli studi socio-economici, al controllo del territorio e alla comunicazione. Il percorso nasce dalla collaborazione tra Centro Alti Studi per la Difesa, Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, Università e Hub Tecnologico Ambientale di RemTech, con l’obiettivo di formare profili capaci di leggere la complessità ambientale e tradurla in decisioni, progetti e interventi.

La formazione è uscita dall’aula già il 30 giugno con la visita al CRITEST Innovation Lab, nella zona industriale ASI ex Montefibre di Acerra. Il 1 luglio il percorso è proseguito tra il SIN Bagnoli-Coroglio, Villa Doria d’Angri e il SIN Napoli Orientale, componendo un itinerario che ha attraversato ricerca applicata, confronto istituzionale e cantieri della rigenerazione ambientale. In questo quadro si inserisce il contributo di Greenthesis, che ha accompagnato i partecipanti nei due SIN visitati. A

Bagnoli-Coroglio il confronto ha riguardato un intervento che prevede la gestione di circa 1.000.000 di metri cubi di materiali da scavo e l’impiego di tecnologie come desorbimento termico, soil washing e phytoremediation.

A Napoli Orientale, nell’area KRC-Q8, i partecipanti hanno potuto visitare invece uno degli interventi di bonifica più estesi e rilevanti attualmente in corso in Italia. Il progetto interessa circa 38 ettari di territorio che hanno ospitato, fin dagli anni ’30 una raffineria e un complesso petrolchimico. Si tratta, dunque, di un sito caratterizzato da una contaminazione storica, rispetto alla quale Q8 è intervenuta avviando, dopo l’acquisizione dell’area negli anni ’90, un articolato percorso di risanamento, realizzato interamente con risorse proprie e in stretta collaborazione con le istituzioni e gli enti competenti. Sul sito sono impiegate tecnologie avanzate di bonifica come: land farming, thermal desorption, air sparging soil vapour extraction (AS SVE), nell’ambito di un progetto improntato ai principi della sostenibilità della bonifica stessa.

La tappa di Napoli ha dato concretezza al senso stesso del Master: portare la formazione nei luoghi in cui la transizione ecologica si misura con vincoli, tempi, responsabilità e risultati attesi. In territori segnati da criticità ambientali profonde, la qualità delle bonifiche passa anche dalla capacità di costruire competenze integrate, mettere in rete istituzioni e industria e trasformare siti fragili o compromessi in spazi di nuova progettualità, sicurezza e sviluppo.

Prof. Antonio Garofalo, Magnifico Rettore Università degli Studi di Napoli Parthenope

“Il Master M-TERACS è un percorso vincente per l’approccio che porta avanti, capace di unire la dimensione scientifica con l’esperienza operativa di chi lavora ogni giorno sul campo. La presenza degli ufficiali come docenti, insieme al confronto continuo con il mondo industriale e alle site visit, consente agli allievi di misurarsi direttamente con casi concreti. È esattamente il tipo di connubio che l’università deve saper costruire: formazione, ricerca applicata e sostenibilità intesa in senso ampio e trasversale.”

Gen. D. CC Giuseppe Vadalà, Commissario Unico per la Terra dei Fuochi

“Su due grandi SIN nazionali come Bagnoli e Napoli Orientale si sta lavorando non solo per bonificare e mettere in sicurezza, ma per riqualificare e restituire nuova vita ai territori. Oggi ci sono risorse, competenze e una forte domanda di professionalità qualificate: servono figure capaci di trovare il punto di equilibrio tra tecnica, procedure, sostenibilità e rapporto con le comunità. La Campania è un laboratorio eccezionale, dove la rigenerazione ambientale deve tradursi in salute, trasparenza e fiducia per i cittadini.”

Avv. Claudia Pecoraro, Assessore all’Ambiente Regione Campania

“Università, imprese e amministrazione pubblica devono superare una logica separata e costruire un modello realmente integrato, capace di mettere insieme conoscenza, crescita e programmazione dei territori. Momenti come questo Master dimostrano quanto la formazione possa diventare uno strumento concreto di rigenerazione urbana, innovazione aperta e resilienza delle comunità. Le università non sono torri d’avorio, ma luoghi di trasformazione culturale e sociale, in grado di formare competenze e menti libere capaci di incidere sul futuro dei territori”, ha dichiarato Claudia Pecoraro, Assessore all’Ambiente della Regione Campania.”

Silvia Paparella, General Manager RemTech Expo Hub

“Il valore di M-TERACS sta nella capacità di portare la formazione fuori dall’aula, dentro i luoghi in cui la transizione ecologica diventa intervento concreto, responsabilità industriale e rigenerazione dei territori. Il confronto tra università, istituzioni, imprese e competenze tecniche è oggi indispensabile per costruire professionalità capaci di accompagnare le bonifiche con una visione integrata. Innovazione, conoscenza e collaborazione sono leve fondamentali per trasformare le criticità ambientali in occasioni di sviluppo sostenibile.”