Non spegnere i riflettori sulla verità e trasformare un dolore inaccettabile in una battaglia di civiltà per l'intero Paese. È il messaggio lanciato da Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, durante la presentazione nella sala stampa della Camera dei deputati del libro “Un cuore bruciato” (scritto a quattro mani con l'avvocato Francesco Petruzzi). Domenico si è spento a soli due anni all'ospedale Monaldi di Napoli lo scorso febbraio, a seguito di un trapianto di cuore che, secondo le ricostruzioni al centro delle indagini della Magistratura, sarebbe giunto danneggiato dalla struttura d'origine, il San Maurizio di Bolzano, a causa di un'errata conservazione dell'organo.
La battaglia di una madre: «Sbagliare è umano, falsificare le cartelle no»
L'incontro a Montecitorio, a cui ha preso parte anche il padre del bambino, Antonio Caliendo, è stato l'occasione per ribadire la volontà incrollabile della famiglia di andare fino in fondo alla vicenda giudiziaria e umana.
«Noi, anche se non ci facciamo vedere, ci siamo e continuiamo la nostra battaglia: non molliamo fino alla fine», ha dichiarato emotivamente Patrizia Mercolino. «Ho promesso a mio figlio che non verrà mai dimenticato, non solo per quello che gli è successo, ma per quello che era ed è ancora per la nostra famiglia. Anche se siamo persone umili, non ci faremo mettere i piedi in testa: è arrivato il momento di fermare chi sbaglia e vuole insabbiare tutto». La donna ha lanciato accuse precise riguardo alle fasi successive al decesso del figlio, denunziando presunti tentativi di alterazione dei documenti sanitari: «Sbagliare è umano e l'abbiamo sempre detto, ma nascondere la verità no. Mio figlio si poteva salvare. Abbiamo un'ottima sanità in Italia ed è ingiusto rovinare l'immagine dell'intero sistema per quanto accaduto a Domenico, ma pretendiamo trasparenza. Finora nessuno ci ha chiesto neanche scusa».
Le istituzioni e la Magistratura: «Rimettere al centro il paziente, non i numeri»
Alla conferenza stampa hanno espresso vicinanza e solidarietà bipartisan le deputate Rita Dalla Chiesa (Forza Italia), Simonetta Matone (Lega) e la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano. Matone ha sottolineato la determinazione della madre: «Un dolore insopportabile che la mamma di Domenico sta cercando di dominare attraverso una battaglia condotta per tutti i bambini e per chiunque possa imbattersi in simili tragedie».
Un passaggio chiave sul piano dell'analisi sistemica è giunto dall'intervento di Annalisa Imparato, sostituto procuratore presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il magistrato ha evidenziato come la vicenda debba spingere a una profonda riflessione sulle priorità della sanità pubblica: «Il sistema sanitario oggi è troppo spesso governato da indici di performance, statistiche e ranking», ha osservato il magistrato. «Ci dobbiamo chiedere se vi sia sempre convergenza di interessi tra le équipe mediche e la tutela della salute. Se riduciamo la sanità a meri numeri, perdiamo di vista il vero ed unico focus: il paziente».
La Fondazione in memoria del piccolo Domenico
Oltre alla pubblicazione del volume, la famiglia ha parlato della fondazione intitolata al piccolo Domenico Caliendo. L'organizzazione si prefigge l'obiettivo di offrire supporto concreto, legale e psicologico alle famiglie e ai pazienti che si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà e presunta malasanità. Un modo per far sì che il ricordo del bambino continui a generare speranza e tutela per il prossimo: «Quando parliamo di Domenico torna sempre il sorriso per il ricordo di ciò che ci ha dato», ha concluso Patrizia Mercolino. «Le lacrime restano soltanto per la sua assenza».
