Campi Flegrei, il comitato scrive al Ministro: Vogliamo lo stato di emergenza

Stasera fiaccolata di protesta degli sfollati lungo via Napoli fino a Bagnoli

Pozzuoli.  

La terra continua a sollevarsi inesorabilmente a un ritmo di circa un centimetro al mese, alimentando la paura di una tragedia annunciata tra i residenti della caldera dei Campi Flegrei. A dare voce al dramma della popolazione è Laura Iovinelli, portavoce del Comitato Emergenza Campi Flegrei, che in una dura lettera aperta indirizzata al ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, torna a chiedere risposte radicali e immediate.

Nel mirino del comitato c'è la gestione politica e istituzionale della crisi, segnata da un rimpallo istituzionale tra Governo ed Enti locali  dopo il violento sciame sismico e la scossa di magnitudo 4.7 registrata lo scorso 31 luglio. Un evento che aveva spinto il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, a commissionare una relazione tecnica urgente agli uffici comunali. Quel dossier evidenziava chiaramente l'impossibilità di fronteggiare il dissesto con i soli mezzi ordinari, invocando strumenti straordinari. In seguito ai successivi vertici istituzionali, la linea è virata verso la promessa di una legge speciale, lasciando sullo sfondo lo stato di emergenza nazionale. 

Una scelta incomprensibile per i cittadini, che denunciano il rischio costante legato alla vulnerabilità di scuole, infrastrutture strategiche come la ferrovia Cumana e un patrimonio edilizio provato da anni di sollecitazioni continue. "Non stiamo vivendo un fenomeno che si è concluso, ma una condizione strutturale", sottolinea la portavoce del comitato, ricordando che la petizione popolare ha superato le 12.800 firme. Da qui la mobilitazione di piazza, culminata nella fiaccolata organizzata a Pozzuoli per pretendere dal governo l'adozione contemporanea di due strumenti ritenuti non alternativi ma complementari: l'immediato stato di emergenza nazionale e un piano pluriennale strutturato con una legge speciale per la sicurezza, la mobilità e la riduzione della densità abitativa nelle aree a rischio.