Chirurgia robotica: per i tumori più sopravvivenza e meno complicanze

Il confronto all'Icors al Policlinico Federico II di Napoli

chirurgia robotica per i tumori piu sopravvivenza e meno complicanze
Napoli.  

Non più una tecnologia del futuro o un’alternativa d'élite per pochi centri d'eccellenza, ma la realtà clinica del presente: la chirurgia robotica si avvia a compiere il definitivo sorpasso nei confronti della laparoscopia e delle tecniche tradizionali "a cielo aperto". A sancire questo cambio di paradigma sono i più recenti studi scientifici internazionali e il confronto promosso dall’ICORS (Italian Club of Robotic Surgery), che riunisce esperti e specialisti al Policlinico Federico II di Napoli per il congresso annuale "Spotlight on Robotic Surgery 2026".

I dati scientifici: più sopravvivenza e meno complicanze

A guidare la svolta sono i risultati ottenuti nei distretti oncologici più complessi, come quelli di esofago e stomaco.

Cancro all'esofago: Lo studio clinico di Fase 3 RAMIE, pubblicato su The Lancet Gastroenterology & Hepatology, ha evidenziato come nei pazienti trattati per carcinoma squamocellulare l'approccio robotico garantisca una sopravvivenza globale a 5 anni nettamente superiore rispetto alla laparoscopia/toracoscopia convenzionale (69,4% contro 56,2%). I benefici si rivelano ancora più marcati nei soggetti sottoposti a terapie neoadiuvanti.

Tumore allo stomaco: Un’imponente analisi basata sul registro nazionale giapponese e apparsa su Gastric Cancer dimostra concreti vantaggi clinici della gastrectomia robotica rispetto a quella laparoscopica. Si registrano una riduzione del 33-40% delle perdite ematiche, un crollo dal 50% al 65% del rischio di dover convertire l'intervento in chirurgia aperta, degenze ospedaliere più brevi e una marcata riduzione delle complicanze post-operatorie gravi.

Dalle riserve dell'Agenas alle evidenze inconfutabili

«Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica», sottolinea Marco Milone, professore di Chirurgia generale all'Università degli Studi di Napoli Federico II, vicepresidente e fondatore dell'ICORS e direttore della Scuola nazionale di "Innovazione Tecnologica: dalla Ricerca alla Pratica Clinica" della SIC.

«Se un tempo la robotica veniva vista come affascinante ma non indispensabile – spiega Milone – i dati sulla sopravvivenza nell'esofago e sui vantaggi nello stomaco dimostrano che il cambio di passo è reale. In passato ci sono state contestazioni sulle indicazioni dell'Agenas, che tendevano a ridimensionare l'uso del robot in diversi ambiti. Tuttavia, proprio per distretti complessi come esofago e stomaco, sia la letteratura sia i dati dimostrano in modo inconfutabile quanto ne valga la pena. È la dimostrazione di una chirurgia in grosso fermento e in costante evoluzione».

Formazione, Intelligenza Artificiale e tre giorni di laboratori a Napoli

L'evento al Policlinico Federico II si configura come una tre giorni ad alta intensità formativa, con sessioni scientifiche, interventi di live e re-live surgery dell'apparato digerente, oltre ad attività pratiche hands-on e simulazioni virtuali nei laboratori dell'ateneo.

Il focus dell'iniziativa guarda anche alle sfide di domani, dove l'evoluzione verso modelli di autonomia guidata dall'Intelligenza Artificiale lavorerà in sinergia con la mano e l'esperienza del chirurgo. Con decine di piattaforme ormai disponibili sul mercato e costi progressivamente più contenuti, la robotica medica punta a diventare una tecnologia ad accessibilità universale, ridefinendo gli standard di cura per i pazienti oncologici.