Il diritto allo studio e all'abitare torna a infiammare gli atenei italiani. A distanza di mesi dalle prime mobilitazioni, gli studenti universitari sono scesi nuovamente in piazza e nei cortili delle facoltà per protestare contro il caro affitti e la speculazione immobiliare. La contestazione, coordinata dai Collettivi Autorganizzati Universitari (Cau), ha preso il via simultaneamente in diverse città chiave della penisola, tra cui Napoli, Bologna, Firenze, Torino, Padova e Parma, segnando il lancio ufficiale della campagna nazionale «Sfrattiamo i super ricchi».
Tende alla Federico II e il caso "MoNapoly"
A Napoli, il cuore della protesta batte nel cortile della sede di Porta di Massa dell'Università Federico II. Qui gli studenti hanno montato un accampamento urbano fatto di tende da campeggio, striscioni e cartelli di denuncia. Oltre al presidio fisico, i manifestanti hanno promosso un'iniziativa simbolica: una rivisitazione del celebre gioco da tavola, battezzata per l'occasione "MoNapoly", per mostrare in modo ironico ma drammatico le dinamiche del mercato immobiliare partenopeo.
«La speculazione dei privati mette a rischio il diritto allo studio e all'abitare», denunciano i rappresentanti del Cau in una nota ufficiale. «Quanto finora messo in campo dal Governo non risolve il problema. Gli studenti hanno bisogno di posti letto a prezzo calmierato e a gestione pubblica per garantire soluzioni abitative stabili. Continuano invece a regalare fondi pubblici a facoltosi privati, alimentando un meccanismo speculativo sulla pelle di chi studia».
Camere fino a 900 euro e alloggi fatiscenti
Contemporaneamente, a Bologna la protesta ha assunto le forme di una performance visiva con l'allestimento di un tabellone di Monopoli a grandezza naturale. Su ogni casella sono stati riportati i prezzi reali ed esorbitanti richiesti sul mercato bolognese: dai 400 euro per un posto letto in camera tripla fino ai quasi 1.000 euro per una singola all'interno di uno studentato privato.
Accanto al tabellone gigante e allo striscione principale «Sfrattiamo i super ricchi, per una vita degna» gli attivisti hanno posto l'accento sia sui costi proibitivi sia sulle precarie condizioni igienico-sanitarie degli immobili offerti agli universitari. Tra le caselle del gioco provocatorio spiccano diciture come «500 euro per uno sgabuzzino senza finestre» o «420 euro per una doppia con colonia di formiche».
Le critiche al Governo e ai fondi del PNRR
Al centro dell'attacco dei collettivi studenteschi ci sono le recenti politiche governative sull'edilizia universitaria e l'impiego delle risorse europee. Secondo i manifestanti, il piano casa dell'esecutivo avrebbe fallito l'obiettivo di garantire alloggi accessibili, favorendo al contrario i grandi gruppi privati dell'housing temporaneo attraverso le risorse del PNRR.
A completare un quadro già complesso si aggiungono le criticità legate all'erogazione dei sussidi regionali. A Bologna, in particolare, la contestazione ha riguardato anche la gestione delle borse di studio dell'ente Er.Go, con ritardi ed esclusioni improvvise che hanno lasciato centinaia di studenti senza copertura finanziaria nel corso dell'ultimo anno accademico. La richiesta di fondo rimane uniforme su tutto il territorio nazionale: un'inversione di rotta immediata, con investimenti diretti nella residenzialità pubblica a prezzi calmierati.
