Porti campani, Fiola: "No alla riforma che sposta tutto a Roma"

"Difendiamo lavoratori, territorio e gestione pubblica"

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Approvata in Consiglio regionale la mozione a tutela del sistema portuale campano contro la riforma del Governo...

Napoli.  

"Il porto, per me, non è un tema da dossier. Ci ho lavorato. So cosa significa una banchina all’alba, so quante famiglie vivono di quello che entra ed esce dai porti. Per questo oggi sono orgogliosa che il Consiglio regionale abbia approvato la mozione a tutela del sistema portuale campano, a cui ho lavorato con convinzione". Lo dichiara Bruna Fiola, consigliera regionale del Partito Democratico.

"Parliamo di oltre un milione di container l’anno, quasi 32 milioni di tonnellate di merci, più di 10 milioni di passeggeri: un primato europeo. Il disegno di legge del Governo vorrebbe spostare tutto questo a Roma, in una nuova società, “Porti d’Italia spa”, concessionaria per 99 anni delle opere nei nostri porti.

Toglierebbe all’Autorità di sistema fino a un quarto delle tasse portuali, le risorse che oggi servono a sicurezza, manutenzione e digitalizzazione. Fino a un quarto del personale potrebbe essere spostato altrove, disperdendo competenze costruite in anni di lavoro".

"Il risultato - prosegue Fiola - sarebbe un porto che funziona peggio: cantieri già avviati che passano di mano, tempi più lunghi, imprese del territorio tagliate fuori, meno sicurezza per chi ci lavora. E sul lavoro portuale il disegno di legge non dice una parola".

"Con questa mozione la Regione Campania si impegna a dire no in Conferenza Stato-Regioni, fino a valutare il ricorso alla Corte costituzionale, a difendere i lavoratori da trasferimenti non voluti e da ogni forma di dumping contrattuale, a costruire un tavolo permanente con sindacati, imprese, Comuni e Autorità portuale.

Le decisioni sui porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia vanno prese qui, con chi ci lavora ogni giorno. Il mare della Campania non si amministra da un ufficio ministeriale", conclude Fiola.