«Sì, l'ho ucciso per una sigaretta». E si vanta con gli amici

La confessione di Tore o' Maligno

Napoli.  

Cinque proiettili al torace, secondo la ricostruzione fatta dalla Dda di Napoli, che prende le mosse da alcune intercettazioni ambientali piazzate in casa Sibillo, nella casa della Paranza dei Bambini. «Sì, va bene, sono stato io. Ammetto la mia responsabilità, sono stato io a ucciderlo». Ha confessato, ha ammesso le sue responsabilità. Ora tocca al pm Patrizia Imparato chiedere la condanna a carico del giovane imputato. Colpo di scena a porte chiuse. Ha parlato Tore o maligno, uno dei presunti esponenti della paranza dei bimbi. Ritenuto alleato al gruppo di Pasquale Sibillo, risponde dell'omicidio di Maurizio Lutricuso. Il brutale omicidio avvenne nel 10 febbraio del 2014, all'esterno di una discoteca di Pozzuoli. C'era stata una rissa esplosa per futili motivi. Quel 23enne venne, a quanto pare, ucciso per aver chiesto una sigaretta. Ed è proprio l'imputato a vantarsi dell'impresa dinanzi ai propri capi, al cospetto di quella che poi, di lì a poco, sarebbe stata battezzata come la paranza dei bambini.