di Siep
Spari e vetrina infranta da Poppella, pasticceria culto del cuore antico di Napoli. Un agguato ad un figlio del rione, un imprenditore generoso che ha portato luce e lavoro in quei vicoli Ciro Scognamiglio (foto fonte Facebook, ndr) che commenta: sto male non me lo dovevano fare. Non lo merito. Due persone incappucciate in sella a uno scooter, sono arrivate davanti al negozio percorrendo via Arena della Sanità contromano. Davanti al numero 24, uno dei due ha sparato tre o quattro colpi calibro 9. Il commando è poi fuggito, verso via Vergini. Il titolare, Ciro Scognamiglio, 42 anni, e i suoi dipendenti, avevano appena servito dei clienti.
La sparatoria è avvenuta alla presenza mamme che a quell’ora accompagnavano i figli a scuola e avrebbero scatenato il panico.
Preso di mira, lui che è figlio di quel rione. La camorra spara sulle eccellenze per riportare il Rione Sanità di Napoli nel «buio» dal quale sta tentando di uscire: è questo, in sintesi, il grido di allarme lanciato da Ivo Poggiani, presidente della Terza Municipalità di Napoli. Ciro, infatti, appartiene ad una famiglia di pasticcieri che ha iniziato a produrre dolci alla Sanità, nel 1920. La leggenda vuole che anche Totò, il principe De Curtis, abbia frequentato i locali della panetteria della nonna.
"Fatto inaccettabile - interviene il sindaco Luigi de Magistris - Bisogna rafforzare gli organici delle forze dell'ordine. “E’ un fatto gravissimo - commenta Valeria Ciarrambino del Movmento 5 Stelle -. Non è più tollerabile che in una città come Napoli su 210 telecamere ben 124 non siano in funzione - attacca -. Non è più possibile vivere con questo clima da coprifuoco”.
