Era accusato di non aver disposto il ricovero della piccola che poi sarebbe morta a distanza di sei giorni. Quella sera, però, lui non era in servizio in ospedale; e, dunque, non ha avuto alcuna responsabilità rispetto ai fatti e alla loro drammatica evoluzione. Ecco perchè il gup del Tribunale di Napoli, Pepe, così come chiesto dagli avvocati Antonio Castiello (sostituito dall collega Massimiliano Cornacchione) e Davide D'Andrea, ha dichiarato il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto, nei confronti del dottore Guido Oppido, primario di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Monaldi, chiamato in causa, al pari di un altro medico che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato – udienza il 13 luglio –, per il decesso di una bimba di tre anni avvenuto a Giugliano il 30 ottobre del 2015.
Per entrambi l'imputazione di omicidio colposo, contestata in relazione ad una vicenda iniziata il 24 ottobre, quando la bambina era arrivata in ospedale. Secondo la Procura, i due sanitari ne avrebbero causato la morte per “imperizia, imperizia e imprudenza, omettendo un'accurata diagnosi dello stato clinico della paziente, affetta da una grave patologia cardiaca e reduce da un trapianto, che presentava, al momento della visita, uno stato febbrile e una frequenza cardiaca elevata, e per l'effetto omettendo il ricovero e il continuo monitoraggio”. Un'accusa che, come detto, è caduta nei confronti del dottore Oppido.
Esp
