La camorra uccide così. Il video choc di un duplice omicidio

Una brutale esecuzione in una sala slot. Nessuno scampo per le vittime.

E' l'omicidio di due esponenti del clan Lo Russo, a Miano. Un pentito ha raccontato chi e perché ha ucciso i due pregiudicati. CLICCA SULLA FOTO PER VEDERE IL VIDEO.

Napoli.  

La camorra uccide così. Un video di pochi secondi, per raccontare un duplice omicidio. Brutale. Freddo. Una esecuzione che non lascia scampo. Sempre a Miano, la zona Nord di Napoli. L'area della guerra in corso. Tra gruppi della emergente malavita organizzata che si contendono, con il piombo e il sangue, quel pezzo di territorio lasciato libero dopo i ripetuti pentimenti dei boss del clan Lo Russo.

In quel video c'è il delitto di Salvatore Paolillo e Salvatore Scognamiglio. Era il 2011, e quel duplice omicidio sarebbe stato ordinato dall'allora boss emergente, Antonio Lo Russo. Oggi pentito.

Il motivo: risolvere questioni interne alla famiglia. O meglio, quella esecuzione serviva a imporre la sua legge contro Mario Lo Russo, l'erede designato dopo il pentimento di Salvatore. Padre di Antonio e fratello di Mario.

Insomma, una faida.

Si vedono i killer in azione (per gli inquirenti si tratta di Vincenzo Bonavolta e Luciano Pompeo). Entrano a volto coperto nella sala slot e senza esitazioni si avvicinano alle vittime. Pochi secondi e il raid viene portato a termine. I sicari non si curano neppure un po' degli altri avventori. Vanno dritti sui due obiettivi. E fanno fuoco subito. Le vittime hanno solo il tempo di accorgersi che il loro tempo è finito.

L'inchiesta è stata coordinata dal piemme Enrica Parascandalo.

Le immagini sono state catturate dal circuito di video sorveglianza del locale.

Salvatore Scognamiglio, una delle vittime, era ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco del clan Lo Russo. Pluripregiudicato, più volte in manette, aveva una lunga lista di precedenti: associazione a delinquere di stampo camorristico, rapina, ricettazione e porto d'armi abusivo.

Storia criminale diversa per Salvatore Paolillo. Per lui piccoli precedenti, per reati minori: ricettazione, truffa, documenti falsi.

I due erano entrambi residenti in via Cupa, a Capodichino.

Sei anni dopo, le scene a Miano non sono cambiate. I pentiti – come detto - hanno reso più deboli i Lo Russo (conosciuti come “I capitoni”), e aperto le strade ad altri gruppi emergenti. Risultato: una guerra rione per rione, strada per strada.

Solo pochi giorni fa – sempre a Miano – il duplice omicidio di zio e nipote. Entrambi si chiamavano Carlo Nappello, di 45 e 23 anni. L'esecuzione in strada, lungo vico Elena, a due passi da piazza Regina Elena.

I due erano componenti di un sodalizio che attualmente gestisce gli affari illeciti nella zona di Miano. Un clan – nato sulle ceneri dei Lo Russo - che sta subendo l'assalto dei clan del rione Sanità. In particolare per gli affari legati allo spaccio in piazza Janfolla.