VIDEO Vincenzo, ucciso per onore: arrestato il figlio del boss

Oggi i tre arresti per la brutale uccisione maturata all'interno del clan Formicola

Napoli.  

di Siep

Il sospetto è che avesse una relazione con la moglie del capoclan e per questo è stato portato in un luogo periferico, in campagna, fatto inginocchiare e lì gli sono stati sparati due colpi di pistola, uno al volto in segno di sfregio e un altro mortale alla tempia.

E' questa la ricostruzione fatta da un'indagine della polizia sull'uccisione di Vincenzo Amendola, 18 anni. Un delitto nato all'interno del clan Formicola. 

Il suo corpo è stato ritrovato due settimane dopo, il 19 febbraio 2016 seppellito a un metro e mezzo di profondità, in un terreno nel quartiere San Giovanni a Teduccio, a Napoli. Suo giustiziere, dicono le indagini, Gaetano Formicola, 21enne, figlio del boss Antonio, detenuto al 41 bis, il cui 'onore' era stato macchiato dalle voci del quartiere. Oggi i tre arresti.

Il corpo del 18enne era stato interrato e coperto da una rete metallica e da travi di legno nonchè da materiale di risulta di lavori edili, tanto che per estrarlo è stato necessario un escavatore.

Ucciso, dunque, per «tutelare l'onore» del capoclan, attualmente detenuto. La ricostruzione dei fatti è avvenuta attraverso intercettazioni e le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha partecipato all'omicidio.

Grazie alla sue rivelazioni è stato ritrovato il corpo di Vincenzo e l'arma utilizzata per l'omicidio, gettata in mare da una scogliera. Le indagini hanno consentito di accertare il coinvolgimento del titolare del fondo nel quale il corpo di Vincenzo Amendola è stato ritrovato.

Dopo il ritrovamento del cadavere e le rivelazioni del collaboratore i due indagati si sono dati alla latitanza. E catturati grazie alle loro nonne, che erano andate ad accudirli lontano da Napoli. Due donne anziane, entrambe mamme dei papà dei presunti killer.

E' durata poco più di un mese la fuga del figlio del boss e del suo presunto complice. Presi a Viterbo, Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco, 40 anni in due, entrambi ritenuti responsabili dell'omicidio di Vincenzo Amendola, ucciso a 18 anni su decisione dei vertici della cosiddetta «paranza» del laghetto, quella che spadroneggia tra via Taverna del Ferro e viale due giugno.

Agli investigatori è bastato seguire le nonne mentre si recavano nel covo dei due giovani. 

Sono stati trovati senza armi, non hanno opposto resistenza.