De Luca: Basta migranti. Servono Centri Onu in Africa

Il Governatore: non c'è più margine di intervento. Ora basta. Sta crescendo l'odio

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

«Penso che sui migranti in Italia  e in Campania abbiamo raggiunto il punto limite: non possiamo più accoglierli»: Vincenzo De Luca, a margine di un convegno a Napoli sulla pianificazione urbanistica, affronta il tema più urgente del momento. Quello dell'arrivo dei migranti in Italia. Se ieri il premier Gentiloni ha chiesto risposte urgenti agli altri premier d'Europa, a partire da quello Francese, ora interviene il Governatore De Luca quello che più di ogni altro presidente di Province Italiane stata affrontando i grandi numeri.

 «Non ci sono più margini - dice il presidente della Campania - o crescono spinte razzistiche o autoritarie perché effettivamente il fenomeno dell'arrivo dei migranti è diventato ingestibile. Allora si facciano centri di accoglienza dei migranti nei Paesi del Nord Africa sotto l'egida dell'Onu. Si passi ad accordi con Egitto, Tunisia, Marocco per creare lì centri di accoglienza, l'Europa può mettere a disposizione anche forze armate ma sotto le bandiere dell'Onu. Poi è possibile pensare a piani di sviluppo per il Nord Africa».

Diciassettemila e 711 persone giunte a Salerno nei venti sbarchi che hanno riguardato il porto cittadino, dal 2014 a ieri quando sono arrivate altre 1.216 persone a bordo della nave militare spagnola Rio Segura. Dopo la Sicilia, Salerno si contende solo con Vibo Valentia il primato dell'accoglienza e qui la macchina operativa si è perfezionata grazie ad un lavoro di intelligence che consente il trasferimento immediato di uomini, donne e bambini in appositi centri messi a disposizione da Protezione civile e Croce rossa per l'identificazione.

Ieri mattina la Rio Segura è entrata lenta nel porto di Salerno, ancor più lenta del previsto, all'interno del porto commerciale, e quando ha attraccato alla banchina che si trova alle spalle della neonata stazione marittima, opera ultima dell'architetto Zaha Adid, sembrava quasi barcollare e tendere sul fianco, stracolma di persone.

Ad ogni sbarco, la procura di Salerno apre una inchiesta. Ma non è soltanto una questione di protocollo.

E così, step by step, la procura è arrivata anche a sgominare una banda di senegalesi che, in accordo con alcuni italiani, si preoccupavano poi del dopo sbarco: cercare biglietti, falsificare permessi e carte di identità, per consentire loro di superare le frontiere e trasferirsi nel cuore dell'Europa.

Ma intanto molti Comuni si stanno rifiutando di accogliere immigrati. Solo in Campania al «no» secco delle amministrazioni fa spesso da sfondo e imput la sommossa popolare. Soprattutto nei piccoli centri saturi ed esasperati dalle ondate che continuano.

Il vero banco di prova per la Nazione Italia sarà il consiglio dei ministri degli Affari Interni del 6 luglio. Al primo incontro sotto la presidenza dell'Estonia, il ministro Marco Minniti misurerà le reazioni dell'Ue alla provocazione italiana di chiudere i porti alle navi delle organizzazioni non governative che abbiano bandiera di altri paesi.

Ieri la riflessione pubblica di Gentiloni,  ma sembra già chiaro che non arriveranno risposte concrete alla crisi italiana. Un ultimatum dal sapore intransigente era già accaduto nel 2004, l'Italia bloccherà l'attracco di una prima nave e lo sbarco dei migranti. Un dato è certo: il governo non intende fare marcia indietro e accontentarsi delle promesse che, a fronte degli sforzi richiesti dall'Europa, non sono mai state mantenute.

Nel rispetto dei trattati internazionali, l'Italia continuerà i soccorsi ma bloccherà il sistema di accoglienza. Il ministero sta ancora definendo le modalità di attuazione di un piano che, dopo il gelo di Bruxelles, diventa sempre più concreto: si continuerà a garantire cibo e assistenza sanitaria ai profughi a bordo, impedendo, però, l'attracco e lo sbarco di migliaia di persone, tranne singoli casi di emergenza. Sarà la Guardia costiera a bloccare l'ingresso delle navi nei porti siciliani, calabresi e campani.