Quel colpo esploso in una piazza piena di gente. Il sangue. Quel ragazzino a terra. C'è una telecamera di sorveglianza, nei pressi di piazza Bernardino Tafuri, che avrebbe ripreso almeno parzialmente l'agguato di sabato sera, quando i killer hanno centrato per errore un ragazzo di 15 anni che stava giocando a calcio con gli amici. Ma il reale obiettivo era un altro. Si tratta di un uomo di 41 anni, imparentato con persone che sarebbero vicine al clan Lo Russo. Lui sarebbe uno dei primi pentiti tra le fila dei Capitoni. Fu già vittima di un agguato nel 2010, poche ore dopo la decisione di collaborare con la giustizia del capoclan storico.
Oggi il ragazzino sarà operato alla natica dove il proiettile lo ha attinto all’improvviso mentre giocava a pallone con gli amici.
Frame dopo frame si vedrebbe il modello dello scooter utilizzato dai sicari. Il 15enne intanto migliora ed è ancora ricoverato al San Giovanni Bosco ma è fuori pericolo, in giornata verrà operato per l'estrazione dell'ogiva. Ancora poche ore e potrebbe anche essere dimesso.
L'ex collaboratore di giustizia era scappato nella stazione Marianella dei carabinieri per chiedere aiuto. Adesso i carabinieri vogliono capire se quel raid è stato un tentativo di omicidio o un avvertimento. Insomma si indaga a trecentosessanta gradi per capire il perchè di quella pallottola vagante. Quel ragazzino intanto ha avuto solo la sfortuna di trovarsi sulla traiettoria del colpo. Le indagini proseguono senza escludere alcuna pista.
