De Magistris "torna" sindaco: non ci fermeremo un secondo

Accantonate, per ora, le ambizioni nazionali, il sindaco torna a pensare solo a Napoli.

Tanti i problemi, tante le ambizioni. Per adesso Pisapia e quello che si muove a sinistra del Pd possono aspettare

La prova delle urne è alle spalle, De Magistris sveste i panni del probabile leader della sinistra extra Pd e torna ad indossare quelli del sindaco della terza città d'Italia, al suo secondo mandato consecutivo.

«Questo mese di luglio sarà molto importante per la città. Per consolidare gli obiettivi. Per creare tutte le condizioni per il rapido miglioramento di tutti i servizi. Non ci fermeremo un secondo».

Così, su Facebook, un Luigi de Magistris ottimista più che mai.

«Di Napoli oggi si parla nel mondo per la sua rinascita, - continua il primo cittadino - ma per noi è solo l'inizio di una grande avventura per portare Napoli al massimo della sua potenzialità. Stiamo lavorando sodo su tutti i fronti – aggiunge -. Sul debito immane ereditato, sul patrimonio, sulla macchina amministrativa e le partecipate, sui cantieri della metropolitana, sulle infrastrutture (strade ed illuminazione), sui trasporti, sull'ambiente, sulle povertà, su Bagnoli, sulle Vele e Napoli Est, sulle periferie, sul centro storico».

Insomma dentro ci ha messo proprio tutto, non vuole dimenticare nulla.

«Questa è una estate caldissima, - ribadisce de Magistris -. Cooperazione istituzionale a tutti i livelli e immenso lavoro con il nostro territorio. Dobbiamo essere tutti concentrati. Ed uniti. Il popolo napoletano unito è la più potente arma democratica per vincere la guerra contro i nemici - interni ed esterni - di Napoli».

Ai toni enfatici il sindaco arancione ci ha abituati da tempo, ma all'usuale fervore propagandistico cominciano a opporsi gravi carenze sul piano amministrativo, dallo smantellamento del trasporto pubblico ai parchi inagibili dalla regolamentazione dei profitti del turismo ai tagli alla spesa sociale, fino alle bollette dell'Enel che il comune ha dimenticato di pagare nel 2016 per un valore di dieci milioni di euro. Troppi i problemi da risolvere a casa, non c'è tempo adesso per le ambizioni nazionali. A chi gli aveva chiesto se andava a Roma da Pisapia, De Magistris ha risposto: no resto a Napoli, ho deciso di fare a tempo pieno il sindaco. Meglio tardi che mai.