di Simonetta Ieppariello
Pagine e profili Facebook per denigrare il dramma delle mamme della Terra dei Fuochi. Ecco la nuova ferita aperta sui social. S'ironizza sull'incidenza dei tumori, si deridono foto dei manifestanti. Sono mamme per lo più che mostrano la foto dei loro piccoli stroncati dal cancro.
Tuttavia, di fronte a frasi come quella accanto alla foto di un bambino che lotta contro i roghi: «Secondo te sarà crepato questo zingherello napoletano?», è difficile non restare davvero disgustati. Feriti, allucinati. Per fare audience oggi ha deciso di pubblicare la foto delle mamme che hanno perso i propri bimbi a causa di un tumore nella Terra dei Fuochi con una didascalia raccapricciante: “Se a lungo vuoi campare a naBBoli devi andare”.
Dunque, se Facebook fornisce degli strumenti quali la segnalazione di contenuti offensivi, allora perché non usarli? Come spiega Vincenzo Tosti di Rete di Cittadinanza e Comunità: «È inumano, non ci sono definizioni per chi strumentalizza il dolore di una madre. Non sappiamo chi possa esserci dietro questi blog, ma riteniamo che la polizia Postale debba approfondire le indagini, perché siamo di fronte a un vero e proprio reato, apologia di nazismo».
Poche ore ed è salita l’indignazione, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli ha chiesto l’intervento delle autorità e l’immediata chiusura della pagina.
“Abbiamo segnalato a Facebook - commenta Loredana una delle mamme, una degli Angeli guerrieri della Terra dei Fuochi- e alla polizia postale una pagina per chiedere non solo l’immediata chiusura, ma anche per identificare gli autori e quanti hanno commentato in maniera indegna alcuni dei post pubblicati. Devono pagare per queste offese squallide.
Non basta indignarsi. Siamo mamme che hanno visto morire i nostri figli”.
