A dicembre l’aggressione ad un gruppo di coetanei di Scampia, rei di essere entrati nel loro territorio. Le indagini della Polizia di Stato di Napoli hanno permesso di individuare il branco, la gang, con ruoli precisi e la pretesa di spadroneggiare su un territorio che reputavano loro.
Nella notte tra venerdì e sabato i poliziotti hanno eseguito provvedimenti verso sei giovanissimi, ritenuti responsabili di aver aggredito, senza motivo e con ferocia, un gruppetto di coetanei provenienti da altri quartieri: Scampia e Piscinola.
Uno dei ragazzi di periferia, lo scorso dicembre, in seguito alla violenta aggressione era finito in gravissime condizioni in ospedale, accoltellato al torace e salvato con una operazione chirurgica d’urgenza.
I presunti componenti del branco sono tutti delle zone Vomero, zona stadio Collana e via Pigna. Le indagini si sono avvalse del supporto di immagini di videosorveglianza, che hanno consentito agli inquirenti di identificare i componenti della baby gang. Ma le indagini vanno avanti per fornire particolari e nuovi risvolti.
Per tutti l’accusa è, in concorso tra loro, di tentato omicidio di un minorenne e di lesioni ai danni di altri giovani della stessa comitiva di amici. Un nuovo caso, dunque, di violenza minorile che scuote la città di Napoli. Dal caso di Arturo alle altre azioni violente messe a segno da giovanissimi l'allarme resta. Istituzioni e non solo si interrogano su quello che viene definito un fenomeno sociale, da risolvere con la forte e solida interazione di tutti gli attori del vivere civile: scuola, famiglia, chiesa, istituzioni e forze dell'ordine. Più volte il questore de Iesu è intervenuto parlando del caso baby gang, invitando ognuno a fare la sua parte, per fornire esempi positivi e giovani disorientati, o ispirati e modelli negativi.
Siep
