Strage di Berlino: a Napoli presi i falsari del terrore Isis

Arrestate 4 persone: tra loro chi forniva i certificati ad Anis Amri, l’autore dell’attentato

Perquisizioni alla Sanità. E Salvini rilancia con un tweet la storia dell’auto contro il Santuario

 

di Simonetta Ieppariello

 

Nuova operazione antiterrorismo della polizia. Gli uomini dell'Ucigos assieme a quelli delle Digos di Roma e Latina hanno arrestato diverse persone riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di natale di Berlino, ucciso a Sesto San Giovanni nel dicembre 2016. Arrestate 4 persone: tra loro chi forniva i certificati ad Anis Amri, l’autore dell’attentato di Berlino. Perquisizioni alla Sanità. E Salvini rilancia con un tweet la storia dell’auto contro il Santuario di lunedì scorso. 

A Napoli e Caserta vivevano i falsari del terrore. Sono cinque le persone arrestate, durante un’operazione antiterrorismo tra Roma e Latina, riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di Natale a Berlino, ucciso durante controlli della polizia nel Milanese il 23 dicembre del 2016, che tra Napoli e Caserta avrebbe potuto contare su quella banda di cugini che gli avevano fornito falsi documenti ad Amri.

Una centrale gestita da 4 degli arrestati, che avevano fabbricato una falsa carta d’identità e un falso permesso di soggiorno anche per Anis Amri, il jihadista che nell’attentato ai mercatini di Natale di Berlino uccise 12 persone e ne ferì oltre 50.

La Campania si conferma base logistica per il terrorismo internazionale. E il procuratore Cafiero de Raho invita al controllo del web serrato. Due dei criminali risiedevano nel centro di Napoli, gli altri due nel Casertano: a Casal di Principe e a Villa di Briano. Una banda di quattro tunisini legati da vincoli di parentela che è finita ieri agli arresti nel corso della vasta operazione di Antiterrorismo scattata tra la notte e l’alba su ordine della procura di Roma, che creavano documenti falsi che vendevano agli immi- grati irregolari per cifre dai 100 ai 350 euro: non solo carte d’identità, ma anche libretti di circolazione, patenti e persino libretti di lavoro in formato elettronico da utilizzare in Francia. Tutti gli arrestati hanno lo stesso cognome, Baazaoui, ma il capo della banda era il 32enne Akram che dalla sua abitazione napoletana, a due passi dal teatro San Ferdinando, riusciva a tenere i contatti con la Tunisia ricevendo informazioni sugli sbarchi, predisponeva gli alloggi per i migranti da ospitare e fabbricava i documenti falsi per poi consentire agli immigrati di arrivare in Francia

Akram ufficialmente era titolare di una licenza da ambulante per la vendita di bigiotteria: solo una copertura perché i veri soldi li faceva grazie alla vendita dei documenti falsi, utilizzando anche social network per avere foto e produrre la falsa documentazione.

Intanto nelle ultime ore ci sono stati varie allerte terrorismo in Campania. Due a Napoli nella zona colli aminei dove tra ieri sera e stamane sono stae due le bonifiche in metro pe rla presenza di falsi pacchi bomba. Lunedì scorso invece a Pompei l’arresto di algerino che aveva percorso contromano la strada del Santuario dopo aver rubato un’auto. Inneggiava ad Allah per i carabinieri un ladro, ma secondo il giudice il suo atteggiamento evocava proprio attentati terroristici.

Il pool antiterrorismo della Procura di Napoli sta approfondendo il caso di Othman Jridi, che dopo aver rubato un’auto, ha percorso contromano via Barolo Longo e poi avrebbe, (secondo quanto riportato da Il corriere del Mezzogiorno) cercato di sfondare le barriere di cemento che proteggono il santuario di Pompei. Il fascicolo sarà affidato al pm Maurizio De Marco, che si occupa in particolare dei fatti di terrorismo commessi da cittadini stranieri. Il primo passo sarà ricostruire il passato dell’uomo, del quale si sa pochissimo, e capire dove abitasse.